Jonathan Carroll.
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Black Cocktail.
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Titolo originale: Black Cocktail.
Traduzione di: Carla Vannuccini.
2009. Fazi Editore, Roma.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Jonathan Carroll torna a incantare i lettori con le sue
surreali miscele di racconto fiabesco, realismo quotidiano
e inquietudine ad alta tensione. A partire da
Mele bianche, passando per I bambini di Pinsleepe
fino a Zuppa di vetro o al Matrimonio dei fiammiferi, la
scrittura limpida e raffinata di questo romanziere ci
incatena alla sua magia.
Il narratore di Black Cocktail, Ingram York, ha perduto
il proprio compagno nell'ultimo terremoto di Los
Angeles. Nel corso dei vuoti giorni del lutto conosce
Michael Bilia, uno strano personaggio che pi di ogni
altra cosa ama raccontare storie. Tra queste c' il
ricordo della propria infanzia, di quando da bambino
veniva bersagliato dagli altri perch grasso, maldestro;
e di quanto per lui abbia contato, allora, l'amicizia
di Deix, il compagno preferito di Michael, il ragazzo
pi violento e attaccabrighe della scuola. Il ragazzo
che ora  tornato per rivedere Michael. Il ragazzo
che ha ancora quindici anni.
A partire da questo incontro, una catena di bizzarri
avvenimenti coinvolge Ingram in un crescendo di
angoscia e di orrore. Fino a quando, osservando i palmi
delle proprie mani, il protagonista scoprir che le
linee che li solcano non sono irripetibili e che la sua 
un'identit moltiplicata, condivisa.

L'AUTORE.
Jonathan Carroll  uno degli autori pi apprezzati e visionari della
letteratura contemporanea. Per Fazi Editore ha
pubblicato Mele bianche (2003), Il mare di legno (2004),
Zuppa di vetro (2005), I bambini di Pinsleepe (2006), Tu e
un quarto (2006), Ossi di luna (2007), Gli artigli degli
angeli (2007), Il matrimonio dei fiammiferi (2008) e
L'assenza (2008).

ALCUNI GIUDIZI:
Jonathan Carroll porta sulla superficie malandata
e sofferente del nostro mondo contemporaneo
le forze magiche e mistiche nascoste nella realt.
Usa il folclore, le tradizioni fiabesche e il misticismo
per esorcizzare i demoni che pi ci fanno paura.
THE NEW YORK TIMES BOOK REVIEW.

Dopo aver letto due o tre pagine dei romanzi di Carroll
non ti fermi pi.
MARCO BELPOLITI, L'ESPRESSO.

Jonathan Carroll scrive storie dell'altro mondo
amate da Stephen King.
BRUNELLA SCHISA, IL VENERD DI REPUBBLICA.
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Black Cocktail.

Quello che mi piacque di Michael Bilia fin dall'inizio
furono le sue storie. Ci sono persone che hanno la straordinaria
capacit di prendere le situazioni pi trascurabili
e insignificanti e trasformarle a parole in strepitose avventure,
in una coltellata al cuore o, come minimo, in una
sana risata capace di spazzar via la noia dalle nostre giornate
organizzate e piatte.
Una volta avevo un numero di telefono che per una
sola cifra era diverso da quello dall'ufficio di collocamento
di una citt. Mi chiamavano di continuo, chiedendo
di un certo signor Posamenti, direttore dell'ufficio.
Molto gentilmente dicevo: mi dispiace, ha sbagliato
numero. Purtroppo, alla cinquantesima telefonata
mi si intrecciarono gli occhi dal nervoso e cominciai
a infuriarmi.
Un'altra cosa che mi faceva uscire di senno era l'idiozia
di quelli che chiamavano. Sembrava che una buona
met di loro facesse fatica a comprendere come si compone
un numero di telefono! E sentendosi dire che avevano
sbagliato, qualcuno si insospettiva per davvero e
pensava che lo stessi prendendo in giro... Il numero era
giusto e io ero un viscido leccapiedi che cercava di imbrogliarlo!
Una mattina suona il telefono, e io avevo proprio le
palle girate. Quando il tizio mi fa: Vorrei parlare col signor
Posamenti, aspetto un secondo, guardo il telefono
e rispondo: Sono io.
Bene, mi chiamo Rickie Otto e cerco un lavoro in
citt.
Quali sono le sue qualifiche, signor Otto?.
In che senso?.
Che tipo di lavoro ha svolto finora per meritare un
lavoro nella nostra citt?.
Sono un veterano di guerra e guido il camion. Potrei
fare il camionista in citt.
Mi sembra davvero una buona idea. Che ne dice se
prendiamo subito un appuntamento?.
Per me non ci sono problemi.
D'accordo, signor Otto. Allora si presenti pure in
Comune il prossimo marted mattina, presso l'ufficio
numero 32, vestito da gufo. Le va bene?.
Vestito da cosa? Come ha detto?.
Vestito da gufo, signor Otto.
Michael fuma in maniera spettacolare. Sa come rendere
il pi drammatico possibile un tiro di sigaretta
prendendo i tempi giusti, in modo che, mentre aspira,
qualunque cosa abbia appena detto penetri nel profondo
della tua anima e deflagri nell'attimo stesso in cui riprende
a parlare.
Con una stretta di spalle sorrise, poi soffi il fumo
verso il soffitto. Otto non disse mezza parola e dopo un
lunghissimo silenzio riattacc. Clic.
Ci conoscemmo in modo romantico e misterioso.
Glenn, l'uomo con cui vivevo, era rimasto ucciso nello
spaventoso terremoto che di recente aveva provocato
ingenti danni a Los Angeles. Eravamo molto innamorati
e fedeli l'uno all'altro. Ci consideravamo fortunati:
due dei pochi sopravvissuti alla piaga dei nostri
giorni, l'AIDS, a differenza di tanti nostri amici gay che
erano morti, o aspettavano i risultati delle analisi senza
troppe speranze. Spesso Glenn scherzava con una
certa amarezza sul fatto che i gay fossero passati, in una
sola generazione, dalla condizione di reietti della societ
a quella di paria, esseri fisicamente intoccabili. Ma in
qualche modo noi due l'avevamo scampata: avevamo il
nostro amore, la salute e un lavoro che tanta gente ci invidiava.
Poi una sera, mentre Glenn si trovava fuori nel patio,
arriv il terremoto. La nostra casa fu letteralmente spaccata
in due dalla violenza del sisma e si abbatt in blocchi
giganteschi sopra il mio compagno.
Io ero in macchina, stavo tornando a casa dalla stazione
radio. Quasi per miracolo, l'unica cosa che avvertii
fu il cedimento della strada, seguito da una violenta
oscillazione, come in un cartone animato: una scena che
pareva uscita da un sogno di Topolino. Ricordo l'asfalto
scuro che ondeggiava come un'anguilla, mentre le auto
e i camion schizzavano per aria come fuscelli al vento.
Nelle ore che impiegai per arrivare a casa, non riuscii a
smettere di pensare a quanta paura aveva Glenn dei terremoti,
a quante volte mi aveva detto che dovevamo andarcene
prima che arrivasse quello grosso. Sorridendo,
ribattevo: Come puoi lasciare la California, col successo
che abbiamo?.
E lui rispondeva: Non puoi avere nessun successo se
sei morto, Ingram.
Mi passavano per la testa certi pensieri, mentre solcavo
il volto squarciato e scricchiolante di Los Angeles
in quella notte di morte. Nonostante d'inverno faccia
bel tempo a Los Angeles, cala presto la notte. Quando
arrivai a casa - saranno state le otto - era gi buio pesto.
Non si scorgevano luci nei paraggi, non circolavano automobili
sulla strada spaccata; gli unici rumori erano l'acuto
crepitio e il sibilo dei fuochi circostanti, le sirene e
il frastuono degli elicotteri che squassavano l'aria ogni
pochi minuti.
Quando mi resi conto di trovarmi davanti a dove abitavo
fino a quella mattina, mi buttai su quello che era rimasto
e presi a scavare.
A questo punto ci sarebbe tutta un'altra storia, ma non
 di questo che avevo cominciato a parlare. D'altra parte
non sono bravo come Michael a raccontare storie, da
me otterreste solo altre lacrime e invocazioni a vivi e
morti per cercare di capire perch non ero riuscito a salvare
la vita all'uomo che amavo.
Trovammo Glenn prima che morisse: s, lo trovammo
non so come sotto quel macello di pietre e fumo. Scavando
insieme al vicino di casa, tirai fuori da sotto le macerie
quel che restava di lui. Feci giusto in tempo a vederlo
mentre la mano gli scivolava dalla mia, accennava
un sorriso e moriva.
Una volta sepolto (ricordate i nuovi cimiteri che spuntarono
come funghi in quel caos, luoghi come Forest
Lawn? Il prezzo degli immobili in California era di nuovo
schizzato alle stelle, solo che stavolta riguardava lo
spazio sotto terra invece che sopra), scrissi una lettera a
mia sorella Maris per raccontarle l'accaduto. Due furono
le cose che mi stupirono: ricevetti una risposta a breve
giro di posta e, considerando lo stato delle cose nella
California post-sisma, si trattava di un risultato notevole.
In secondo luogo, nella lettera Maris mi diceva di chiamare
un certo Michael Bilia. Per la precisione, era suo
marito che mi consigliava di mettermi in contatto con
Bilia, perch di certo noi due saremmo andati d'accordo.
Nient'altro.
Avevo incontrato mio cognato poche volte e, per
quanto lo apprezzassi, quella sua sfacciataggine mi lasci
senza parole: come poteva anche solo pensare di
conoscere il genere di persona con cui sarei andato
d'accordo?
Ma la solitudine non fa prigionieri: o ti uccide o ti lascia
andare. A me per poco non mi uccise. Dopo aver setacciato
tra le macerie del terremoto e della mia vita, mi
accorsi che non era rimasto quasi niente da salvare. Una
manciata di cose (oltre ai ricordi) da spazzar via, da accomodare,
da continuare a...
Subito dopo, attraversai un periodo in cui curiosavo
tra le vetrine delle armerie e stilavo elenchi di medici che
conoscevo, i quali, con buona probabilit, non avrebbero
rifiutato di prescrivermi strani medicinali.
Quel momento pass, ma non la triste sensazione di
imponderabilit. La morte dispone di un menu variegato,
accanto al vecchio e consolidato tracciato cerebrale
piatto o al fidato colpo apoplettico.
In realt fu Michael a dire che la morte  come un
barista in grado di preparare qualsiasi tipo di drink, oltre
alla classica accoppiata birra e bicchierino, o alla
doppia vodka.
Pensa a quanti modi di morire ci sono, Ingram. Sono
cresciuto in una citt che era piena di vecchie donne
siciliane. Molti dei loro mariti erano morti quand'erano
giovanissime, ma da allora, ossia sessanta anni prima,
quelle signore avevano indossato gli abiti a lutto e pufff,
erano sparite per sempre! Se anche fosse rimasto in loro
qualcosa di erotico o vitale, ci avevano rinunciato, lasciandosi
morire insieme ai loro mariti. E bada, queste
donne avevano diciott'anni all'epoca e ottanta quando
le conobbi!
O quando a scuola incontrai un tizio che non avevano
ammesso a Yale... In quel preciso momento, qualcosa
si spezz per sempre dentro quel poveraccio! Te lo
giuro, non ha mai smesso di raccontare come venne fottuto
dalla commissione di Yale. E sto parlando di un uomo
che nella vita ha conosciuto il successo! Qualunque
cosa fosse - orgoglio di liceale o la fiducia che aveva avuto
fino al giorno in cui ricevette la lettera da Yale - finito
per sempre, Riposa In Pace.
Piccole morti: morti che ci possiamo permettere perch
abbiamo molto altro che continua a vivere in noi.
L'analogia con l'alcol funziona anche in questo caso:
pur sapendo di ubriacarsi, c' gente che insiste a bere.
Di solito si tratta di persone che possono prendersi il
lusso di perdere certe facolt temporaneamente, metterle
a tacere per una giornata, per via delle circostanze.
Stasera non devo guidare: allora che bisogno c' di
essere lucidi? Oppure: siamo tra amici, posso anche fare
l'idiota.
Credi che mettere la testa sotto una campana di vetro
sia un po' morire?.
Certo, la morte del buonsenso. Roba pericolosa, se
vengono a saperlo le persone sbagliate. Lo sai, guarda
che tipi stravaganti arrivano nel tuo programma.
Faccio il conduttore radiofonico: da cinque anni presento
un temerario e scottante talk-show che si chiama
Fuori di testa, in cui gli ospiti sono svitati di ogni genere
che dai propri posti possono dire chiaro e tondo quello
che gli passa per la mente. Il programma  curioso, apprezzato
e, pi spesso di quanto non si pensi, sorprendente.
Le persone che vi prendono parte sono infatti
creative e pazze allo stesso tempo. Fare il programma mi
riporta alla mente una citazione di Mark Twain riguardo
al suo desiderio di finire all'inferno piuttosto che in paradiso,
perch  l che si trovano le persone interessanti.
Ma, indipendentemente da come si possa giudicare, Fuori
di testa resta un modo alquanto piacevole di trascorrere
un'ora insieme.
Di tanto in tanto capita anche di imbattersi nel prodotto
genuino: il mistico che ha davvero una visione
profonda e completa dei misteri della vita, o l'indovino
che al primo sguardo dice tre cose su di te che avresti
fatto volentieri a meno di ascoltare. Ma stiamo parlando
di eccezioni; il resto degli ospiti sono fili dell'alta tensione
penzoloni, complotti, missive o segreti dall'aldil.
Il programma  un vero successo perch mi piace intervistare
certe persone, ascoltare le loro storie o qualunque
altra cosa abbiano da dire. Una volta qualcuno chiese
a Ronald Reagan perch pensava di essere tanto popolare
tra gli americani. Lui rispose che era perch le persone
in qualche modo percepivano quanto fosse genuino il suo
interesse nei loro confronti. Ecco,  questo che provo per
coloro che partecipano a Fuori di testa:  gente che mi
piace e ho voglia di sentire cosa hanno da raccontare.
L'unica cosa che riusc - anche se solo in parte - a
tenermi a galla dopo la morte di Glenn fu proprio la
trasmissione. Matti o meno che siano, gli ospiti arrivano
carichi di una speciale energia che avverti nell'istante
stesso in cui varcano la soglia dello studio, tanto
che vengano a vendere allevamenti di tartarughe su
Plutone o a parlare del Popolo delle Omelette che risiede
nel cortile di casa loro. Ma quello che spesso mi
permetteva di arrivare al giorno dopo era rendermi
conto, grazie al programma, di come la vita fosse varia
e spassosa. Magari in quel momento va tutto malissimo,
ma l'attimo dopo, un'ora pi tardi, le cose possono
farsi allettanti o, quanto meno, cambiare. Mi bastava
dare un'occhiata alla lista degli invitati per capire che
se c'era un tizio che viveva sotto un cavallo, o una donna
che credeva che il suo orologio fosse la reincarnazione
di Elvis Presley, per forza di cose dovevano esserci
altri luoghi per me, altre occasioni, un altro uomo
che avrebbe detto: Su, vieni avanti: abbiamo qualcosa
da dirci.
E cos non comprai nessuna pistola e non m'imbottii
di pillole, ma una notte mi resi conto di aver passato
troppo tempo con le mani in mano, allora presi l'agenda
e decisi di chiamare l'uomo con cui, a detta di mio cognato,
sarei andato d'accordo.
Accidenti, perch non provare?
All'inizio Michael sembr esitante, tuttavia notai una
certa curiosit nella sua voce, e mi disse che un tentativo
lo poteva anche fare, un passo verso di me, purch
non andassi troppo in fretta, altrimenti c'era il rischio
che volasse via all'improvviso come fanno gli uccelli
quando ci si avvicina troppo.
Ti andrebbe un bel gelato, diciamo un hot fudge
sundae?(1).
Vedo che parliamo la stessa lingua.
Allora ci troviamo al C.C. Brown's sull'Hollywood
Boulevard.
Due volte a settimana registriamo Fuori di Testa nel
primo pomeriggio, cos poi ho la serata libera. Quella
sera che andavo in gelateria, ironia della sorte, l'ultima
cosa che mi giunse all'orecchio dalla strada prima di
varcare la soglia del locale fu proprio l'attacco funky un
po' inquietante di Sensoria dei Cabaret Voltaire(2): la sigla
di Fuori di testa che arrivava da un'auto di passaggio.
Non sapevo se si trattava di un buon auspicio o di un
cattivo presagio.
Ai tavoli c'erano due uomini seduti in disparte. Uno
era seminascosto dietro un giornale, l'altro gettava un
occhio alla porta passandosi un dito dentro il colletto
della camicia. L'uomo coperto dal giornale mi sembr
grasso, quello che giocherellava col colletto troppo agitato:
insomma, nessuno dei due prometteva tanto bene.
Ehil, Ingram York!.
Il saluto proveniva da dietro le mie spalle. La voce
mi suonava piuttosto familiare. Mentre mi giravo convinto
di trovarmi di fronte Michael Bilia, scorsi invece
Willy Snakespeare(3). Willy era ospite fisso del programma,
aveva il compito di intervenire all'occorrenza, quando
serviva un personaggio loquace a ravvivare la situazione.
Era un tipo buffo, in grado di parlare di qualsiasi
argomento, e matto al punto giusto. Viveva con
due serpenti boa di nome Laverne e Surly che portava
tranquillamente con s quando veniva in studio. In piccole
dosi, Willy era molto simpatico, ma quella sera
non c'era bisogno di lui. Bilia sapeva gi cosa facevo
nella vita, e al nostro primo incontro non mi pareva
proprio il caso di spaventarlo con un esempio in carne
e ossa del genere di persone con cui avevo a che fare
ogni giorno.
Se avessi saputo di incontrarti, avrei portato i serpenti
con me!.
Salve, Willy. Ci vediamo, OK?.
Che ne dici di un gelato, Ingram? Ho appena ritirato
la pensione, mi andrebbe proprio di offrirti un gelato.
Ti ringrazio, Willy, ma sto aspettando qualcuno.
Facciamo un'altra volta?.
Mi guard come fanno le anatre: di sguincio ma con
una certa intensit. Sento odore di bruciato! Hai un appuntamento,
vero?.
 soltanto un amico.
Mi sorrise. La sai quella su Jack Nicholson? Ascolta,
era a una festa e c' questa donna bellissima che gli va incontro
e gli fa: Ciao Jack, ti va di ballare?. Jack le butta
un'occhiata dalla testa ai piedi e poi risponde: Verbo
sbagliato, tesoro. Hai usato il verbo sbagliato! .
Willy parlava a voce alta. Terminato il racconto, qualcuno
dietro di noi scoppi in una fragorosa risata di apprezzamento.
Mi girai e vidi il tizio grasso che aveva abbassato
il giornale, la faccia arricciata in un grande sorriso.
In fondo non era grasso: diciamo piuttosto robusto
in ogni parte del suo corpo. Chiss, forse un sollevatore
di pesi, o magari un ex giocatore di football. Mi guard
facendo cenno con la mano di avvicinarmi. Willy mi dette
una pacca sulla spalla e usc.
Michael si sollev per met dalla sedia e mi porse la
mano gigantesca.
Accidenti, sei un colosso! Al telefono avrei detto che
eri uno normale.
Se dobbiamo parlare di voci, allora dimmi Pronto?
Sono atterrati gli alieni(4).
Mi colse alla sprovvista. Ascolti il mio programma?.
Qualche volta. Un piatto un po' sostanzioso per i
miei gusti, ma mi piace come ti comporti, tratti le persone
come se fossero vere, e non dei rari pesci tropicali.
Mi sedetti. Guarda che alcuni sono veramente dei
pesci tropicali. Vengono in trasmissione soltanto perch
gli sono spuntate le gambe.
Quando sono entrato, prima, non sapevo chi dei due
fossi tu.
Alz le mani al cielo. Dimentico sempre di dire che
bisogna cercare il tipo grande e grosso. Con un'indicazione
del genere ci vuole poco a trovarmi.
Ma sai qual  il punto? Mi dimentico di essere alto.
Quand'ero ragazzo, avevamo un golden retriever che sar
pesato una quarantina di chili. Un cane terribilmente
grosso. Eppure lei- era una femmina - era convinta di essere
minuta e delicata come una francesina. Si sistemava
a forza sulla sedia pi piccola che c'era in casa e se ne stava
rannicchiata l, facendo finta che la cuccia le andasse a
pennello, quando era lampante che sdraiata sul divano sarebbe
stata pi comoda. Lo stesso vale per me. Compro
scarpe strette che mi fanno male ai piedi, se mi dicono
che vesto la taglia cinquantasei non riesco a crederci...
Nel profondo del mio cuore mi sento Edith Piaf.
Arrivarono i gelati, mentre io gli raccontavo del lavoro
in radio e di qualche personaggio tra i pi pittoreschi.
Lui era piuttosto irrequieto, ma sebbene giocasse col
cucchiaio o spostasse avanti e indietro il bicchier d'acqua
sul tavolino, non c'erano dubbi che prestasse attenzione
alle mie parole.
Quando arriv il suo turno di parlare, l'agitazione di
Michael Bilia cess di colpo e ogni suo gesto ebbe come
una specie di rallentamento, come durante una chiacchierata
intorno al caminetto. Aveva parecchie cose da
dire ed era sicuro che sarebbero piaciute a tal punto da
volerne sapere di pi, ma dovevi stare al suo passo, senza
mostrarti impaziente. L per l mi sembr una forma
di rozzo manierismo: dava la sensazione di non poter
aspettare che finissi di parlare, perch doveva mettere in
scena la sua parte. Ma dopo un po' che ero con lui, mi
resi conto che Michael faceva tutto in modo concitato
tranne parlare. Non aveva altri passatempi. Parlare per
lui era come andare a pesca, collezionare francobolli,
consumare un lauto pasto con gli amici in un ristorante
di lusso. Insomma, era l'unica cosa che lo rilassava.
Gestiva, in centro, un negozio di abbigliamento per
uomo piuttosto conosciuto, The Cabinet of Doctor Caligari(5),
e passava la maggior parte del tempo al lavoro.
Guidava un'auto di media cilindrata, abitava in una piccola
casa arredata con gusto a Larchmont, e nel tempo
libero non faceva altro che leggere.
Concludemmo la serata in un campo da golf dove si
fa pratica, nella zona ovest di Hollywood. Non toccavo
una mazza dai tempi della scuola media, ma come succede
per il bowling o con i pattini a rotelle, fu un vero
spasso tornare a qualcosa che un tempo facevo con tanto
scrupolo, mentre ora guardavo le cose con distacco, come
fossi un passeggero a bordo della mia stessa auto.
Dopo i primi tiri, Michael si tolse il giubbotto: era ancora
pi grosso di quanto mi fosse sembrato all'inizio.
Giocavi a football per caso?.
Scosse la testa. Me lo chiedono tutti, non  cos.
Non sono mai stato un vero sportivo, mi piace fare cose
come queste. Da ragazzo ero grasso e basta. Sai, uno di
quelli con tre pacchetti di caramelle nel cestino della
merenda e che quando vanno a casa dopo la scuola mangiano
una fetta enorme di torta al cioccolato. Ges, ero
un disastro.
Da ragazzo hai talmente bisogno di essere amato,
che finisci per fare di tutto per renderti insopportabile.
Che so, mangi troppo, fai il bagno troppo di rado,
ti lamenti di continuo.... Scagli una palla dalla piazzola
che copr l'intero percorso. Ringrazio Dio per
Clinton.
Chi  Clinton?.
Mi guard come se gli avessi fatto una domanda molto
personale. Segu un momento di pausa in cui rimase
con la mazza sospesa per aria che oscillava avanti e indietro.
Un ragazzo che mi ha salvato la vita. Pi di una volta.
Il bar del Westwood Muse Hotel  uno dei ritrovi
preferiti tra quelli che lavorano in radio a Los Angeles.
Glielo proposi dopo il driving range(6). Michael sorrise e
disse che non beveva, ma apprezzava comunque un
buon locale.
E com' possibile, se non bevi?. Pensavo alla sua
agitazione, a partire dall'evidente incapacit di stare fermo
a sedere per pi di qualche minuto. D'altronde ci
vuole almeno un'ora per poter conoscere e apprezzare
un bar: prima devi rilassarti, farti prendere per mano, lasciare
che ti sveli i suoi punti di forza: la clientela, il genere
musicale, gli angoli accoglienti.
Perch un buon locale  dove ti senti abbastanza a
tuo agio per raccontare una bella storia. Anche se possono
volerci delle ore. Michael sorseggiava un grande
bicchiere di ginger e granatina.
Eravamo seduti nell'angolo accanto alla vasca piena
di pesci blu e guardavamo un uomo che stava entrando
nella saletta in quel momento, in compagnia della
moglie. Sembrava molto premuroso, a dispetto della
donna - una fantastica chioma rossa - che pareva una
furia. Accennai la cosa a Michael, che fece cenno di s
col capo.
Stavo pensando proprio a questo! Ha l'aria di una a
cui hanno appena detto che c' un'altra donna.
Una delle donne pi importanti della mia vita aveva
i capelli rossi. Eddie Devon: la prima donna su cui abbia
mai avuto certe fantasie. A quindici anni aveva un
corpo che avrebbe attizzato perfino un monaco. Eddie
Devon era conturbante anche quando masticava un
chewing gum! Hai mai fatto caso come masticano la
gomma le ragazzine, quasi avessero la bocca piena di roba
rosa, oscena e libidinosa? Ecco, il colore di questa
bibita. E sollev il bicchiere. A scuola l'ammiravano
tutti, e lei lo sapeva. Le giovani donne hanno una sorta
di amor proprio che le fa risplendere: sanno di essere al
centro dell'attenzione, tutti stravedono per loro. Pu
darsi che in fondo in fondo sappiano che non durer a
lungo, cos ci si gongolano finch possono.
Ad ogni modo, Eddie faceva diventare tutti matti,
compreso un ciccione di nome Michael Bilia. Hai idea
di che effetto possa fare essere chiamato culone davanti
a una come Eddie Devon? Credimi, Ingram, non
c' cosa peggiore. Una ferita d'infanzia che ti segner
per tutta la vita. Ma allora eravamo dei duri: fin quando
l'avrei sentita svolazzare intorno, potevo anche sopportare
gli insulti degli altri ragazzi. Di tanto in tanto mi diceva
una parola gentile, mi regalava un sorriso, e questo
bastava a farmi scordare gran parte delle mie pene.
Dio mio, quanto tempo era che non pensavo a quella
ragazza! Sar perch prima mi hai fatto tornare in mente
Clinton.
Michael bevve una lunga sorsata della sua bibita,
quindi la pos di nuovo con un tonfo sul tavolino e sorrise.
Devo raccontarti una storia su Eddie e Clinton.
Il suo nome intero era Clinton Deix. (Michael pronunci
il cognome come fosse scritto Dikes). Viveva
nella Casa degli Orfani di Santa Deborah, lungo la
strada di casa mia. Tutti i ragazzi del St Deb - come lo
chiamavamo noi - erano dei poco di buono, ma nel giro
di cinque minuti Clinton li aveva messi tutti in riga con
un bel calcio in quel posto, diventando il boss di quella
banda di idioti. Sai come si faceva chiamare? Principe
dei Calci in Culo. Non mi chiedere perch. Arrivava
da New York, ma non ho mai saputo i particolari di come
fosse finito al Santa Deborah, a parte il fatto che i
genitori erano morti.
Clinton era matto, completamente matto. Probabilmente
schizofrenico, ma all'epoca non si conoscevano
certi paroloni, si pensava che i suoi fossero soltanto degli
sbalzi d'umore. Hai capito cosa intendo per matto? Uno
di quelli che, quando si ritrovano in mezzo a una rissa,
raccattano la prima cosa a portata di mano e la spaccano
in testa al primo che capita. L'ho visto io, con i miei occhi,
comportarsi cos. Ce n'erano di tipacci in citt, ma
dopo una roba del genere, cominciarono le rogne per loro.
Clinton era pazzo come una mosca rinchiusa dentro
un barattolo.
Che strana immagine. Eravate amici? Non avevi detto
che eri uno sfigato?.
Michael annu e chiuse gli occhi.  vero, ma lo sai
come succede, i ragazzi si lasciano influenzare l'un l'altro
solo per qualche strana alchimia. In sostanza, io e
Clinton diventammo amici per la pelle il giorno che ci
incontrammo. L'orfanotrofio era proprio lungo la strada
di casa mia, una decina di minuti a piedi. Quel primo
giorno di scuola tornammo insieme, perch dovevamo
andare nella stessa direzione. Una volta arrivati di fronte
casa mia, mi dette una pacca sulla spalla e disse che ci
saremmo visti il giorno dopo. La mattina seguente era
fuori il cancello che mi aspettava, cos ci incamminammo
insieme, e questo  quanto.
Il secondo giorno, durante la pausa pranzo, Anthony
Fanelli si rivolse a lui dandogli del nazista e Clinton
gli ficc un tramezzino nell'orecchio: insalata di uova.
Mi sembra ancora di rivedere quella sbobba bianca e
gialla che colava di lato lungo il collo di Fanelli. Bilia si
sporse in avanti e giunse le mani, tutto eccitato. Vedi,
Anthony era un teppistello, ma quando Clinton gli ficc
il tramezzino, la cosa fu talmente brusca e repentina che
colsi uno sguardo spaurito sulla faccia di Fanelli, come
per dire Grazie tante, ma in questa storia non ho nessuna
intenzione di metterci un dito.
Bilia mostr una passione e un entusiasmo tali nel rievocare
l'episodio, che riuscii a visualizzare perfettamente
l'espressione di Fanelli: lo shock per essere stato sconfitto
in un secondo, la vergogna nel rendersi conto che
stava per arrendersi davanti a tutti.
Cosa fece Fanelli?.
Continu a guardare dritto davanti a s e a mangiare
l'altra met del tramezzino. A quel punto Eddie Devon
con il suo seguito gli si avvicin senza rivolgergli lo
sguardo. Poi, facendo in modo che tutti la sentissero,
con una vocina dispettosa disse: Ti  rimasto un po' di
uovo sulla faccia, Anthony.
Con la coda dell'occhio, vidi Clinton che alzava la
mano e schioccava le dita per richiamare la sua attenzione.
Allora ci voltammo verso di lui, oramai si trattava
di una faccenda tra loro, anche se lei ancora non lo
sapeva: la Reginetta della scuola contro il Principe dei
Calci in Culo.
Lei lo guard. Clinton li raggiunse e mise un dito nell'insalata
di uova spiaccicata sulla faccia di Anthony.
Prese un grumo di quella robaccia e, ficcandoselo in
bocca, disse a Eddie: Ha il tuo stesso sapore.
Io e Michael iniziammo a frequentarci. Sebbene
spesso parlasse troppo, mi piaceva la sua compagnia. I
suoi pregi pi grandi erano l'ottimismo e la gentilezza
spontanea: due cose che in qualche misura mi spaventavano
e mi mortificavano. Prima di incontrarlo, mi ritenevo
una persona piuttosto ragionevole e dignitosa,
disposta a dare quando serviva e a non essere precipitosa
nel giudicare gli altri. Michael invece affrontava
tutto con un tale entusiasmo che raramente arrivava a
esprimere un qualsiasi giudizio: apprezzava quello
che la vita gli offriva e lo divorava senza troppi complimenti,
con la voracit di un ragazzino. Era uno dei pochi
adulti, tra quelli che conoscevo, sinceramente appagato
della vita, a parte i normali alti e bassi che abbiamo
tutti nell'arco della settimana. Stargli accanto mi era
di aiuto, certe volte perfino d'ispirazione. Quando glielo
confessai, fu immediatamente d'accordo.
 stata la mia infanzia: sono certo che sia grazie a
quello. Come ti ho detto, ero il classico ragazzo grasso
che voleva essere amato dal mondo intero. Il fatto  che,
dopo l'ingresso di Clinton Deix nella mia vita, il mondo
cominci per davvero ad amarmi. Per lo meno, il mio
mondo. Era una concomitanza di due fattori: siccome
piacevo a Clinton, dovevo piacere per forza anche agli
altri, altrimenti li avrebbe presi a pugni. Poi si cre intorno
a me una specie di alone misterioso. I ragazzi iniziarono
a pensare: be', Mike Bilia deve avere qualcosa di
speciale, se piace cos tanto a Clinton. In altre parole,
Bilia avr qualcosa di fico che non abbiamo ancora notato,
ma prima o poi ce ne accorgeremo.
 stato l'imbroglio pi clamoroso che abbia mai visto
Ingram, della serie I vestiti nuovi dell'imperatore(7). Perch
vedi, in realt non ero fico per niente. Ero un ciccione
che prendeva soltanto brutti voti e sognava di entrare
a far parte del gruppetto alla moda(8). Ricordi la
canzone di Dobie Gray? Era la cosa pi fantastica che
avessi mai ascoltato. Ma quando mai un fesso riesce a
entrare nel gruppo che conta? Se non fosse stato per
Clinton, la mia infanzia sarebbe stata uno schifo. Invece,
grazie a lui, la mia vita dai dodici anni in poi divent
un vero paradiso.
Ne parli come se fosse stato il tuo angelo custode.
Senza dubbio.
Cosa ne  stato? Ti capita mai di rivederlo?.
Di tanto in tanto.
Ci piaceva la cucina messicana, andare al mare, parlare
di cinema in tutta tranquillit. Un paio di mesi dopo
il nostro incontro, ebbi come una rivelazione: mi resi
conto che non avrei mai amato Michael, ma che c'erano
gi parecchie cose che amavo di lui.
Il sesso non era contemplato all'interno della nostra
relazione. In cuor mio, ero ancora l'amante di Glenn e
non avevo nessuna intenzione di uscire dalla mia bolla
di sapone per andare a cercare qualcosa di nuovo. Michael
non azzard passi in tal senso; immaginai che
stesse valutando la cosa da lontano, o forse non gli interessava
proprio che la nostra amicizia prendesse quella
direzione.
Quando hai scoperto di essere gay?.
Stavamo pranzando al ristorante Gingham Garden
di Larchmont. Il sole illuminava la tenda che ricopriva
il terrazzo, mentre le persone ai tavoli intorno raccontavano
ad alta voce le loro vicissitudini amorose, stringevano
accordi per brutti film, o parlavano di malattie.
Sono questi gli argomenti di conversazione pi comuni
nella capitale mondiale del cinema, e non sempre in
quest'ordine.
Feci la domanda a bassa voce, e Michael rispose col
piglio di una fanfara. All'incirca un anno dopo l'incontro
con Clinton. Aveva rubato alcune copie di Playboy
nel negozio di dolciumi e le stavamo sfogliando in camera
mia. Mi chiese se mi piacevano le foto e io, con
una alzata di spalle, risposi che erano OK. Allora mi domand
se mi sarebbe piaciuto scoparmi una di quelle ragazze
e io dissi, certo, perch, a te no?.
Ma per carit. Chi vorrebbe smarrirsi dentro un
coso del genere?.
Non capii bene che fosse il coso in questione, ma
la risposta mi convinse, cos non aggiunsi parola. Poi
Clinton tir fuori un'altra rivista da sotto la camicia e me
la sbatt davanti come per dimostrare chiss cosa. Ricordi,
parecchio tempo fa, quando sulle copertine non
si potevano mostrare scatti di nudo presi da davanti?
L'unico posto dove li potevi vedere erano le riviste per
naturisti tipo Sun and Fun o Sun Worship. Costavano
tre bigliettoni, che erano una fortuna allora, e dovevi
anche spacciarti per nudista convinto. Michael
pronunci le ultime parole talmente a voce alta che diverse
donne intorno a noi smisero di sorseggiare il loro
t freddo e lo fulminarono con uno sguardo glaciale. Lui
sembr non farci caso.
Ad ogni modo, Clinton mi mise davanti una di quelle
riviste e la sfogli fino alla pagina dov'erano alcuni
uomini nudi che giocavano a pallavolo. Avevano corpi
stupendi: tutta salute e muscoli d'acciaio. Erano decisamente
pi belli delle ragazze che, con i loro seni prosperosi
e il sorriso finto da copertina, avevano un'aria
smarrita e amichevole. Era la prima volta che vedevo
com'era fatta davvero una donna, ma gli uomini mi sembrarono
pi attraenti, provocanti. Le donne erano misteriose
e suscitavano timore, gli uomini ti veniva voglia
di afferrarli e toccarli attraverso la copertina.
Successe qualcosa tra voi quel giorno?.
No, allora no.
E in seguito?.
Non rispose alla domanda perch in quel momento
un tizio che conosceva venne verso di noi e ci salut.
Una sera a Fuori di testa avevo tra gli ospiti un gruppetto
di persone che si dicevano la reincarnazione di
personaggi celebri. Per la precisione, in studio c'erano
Hitler, Mozart e Jean-Jacques Rousseau. Gli ultimi
quindici minuti della trasmissione erano riservati come
sempre alle chiamate degli ascoltatori. Il maggior numero
di telefonate (e di critiche) fu per Hitler, ma qualcuno
chiese a Mozart se gli era piaciuto il film Amadeus(9) e se fosse stato davvero Salieri a ucciderlo. Il povero
Rousseau (un postino di Tempe, in Arizona) fu
completamente ignorato fino all'ultima telefonata di
quella sera.
Non riconobbi la voce. Signor Rousseau, potrebbe
spiegarmi cosa intende nel Sesto Libro delle Confessioni,
quando dice: In generale, i credenti foggiano Dio a
loro immagine; i buoni lo fanno buono, i malvagi malvagio,
i bigotti astiosi e biliosi non vedono che l'inferno
perch vorrebbero dannare il mondo intiero; le anime
amorevoli e dolci non ci credono.
Rousseau ci pens un momento, dopodich si avvicin
al microfono. Dio  negli occhi di chi guarda. L'uomo
buono vedr in Dio una forza positiva, l'uomo malvagio
lo vedr come una minaccia. Niente di pi semplice.
L'operatore indic l'orologio: erano rimasti solo due
minuti e dovevo ancora annunciare gli ospiti del giorno
dopo.
Prima di poter replicare, la voce al telefono disse:
Signor Rousseau, non pensa che se gli uomini volessero
ci che  giusto, potrebbero averlo da tempo?(10).
Siamo spiacenti, il signor Rousseau non pu risponderle,
il tempo a nostra disposizione  terminato. A Fuori
di testa domani parleremo del gruppo rock Rattlesnake
Orgasm(11) che utilizza dei forni a microonde come strumenti.
Siete tutti invitati all'ascolto. Passo e chiudo!.
La mattina dopo mi recai al The Cabinet of Doctor
Caligari per comprare una camicia e fare un saluto a Michael.
Avevo appena varcato la soglia del locale, che mi venne
incontro furioso, tuonando: Carogna, hai interrotto
la comunicazione! Come hai potuto farmi una cosa del
genere?.
Interrotto la comunicazione? E quando?.
Ieri sera, durante la trasmissione! Avevo chiamato
io per Rousseau. Volevo farti sapere che ti stavo ascoltando.
Tu? La citazione su Dio! Perch non hai telefonato
prima? E stata l'unica domanda interessante di tutta la
puntata. Non immaginavo fossi un simile ammiratore di
Rousseau.
Emise un mugugno di soddisfazione. Volevo smascherare
il tizio con quella citazione di Hazlitt, se gli
uomini volessero ci che  giusto. Era tutto preparato
a tavolino.
E perch imbrogliarlo? Era soltanto un postino dell'Arizona.
Era un impostore del cavolo, Ingram. Gli altri ciarlatani
in trasmissione credevano sul serio a quello che
dicevano, quel tizio no. Era ovvio che avesse appena letto
Le confessioni con l'intento di venire al programma...
Lasciamo stare l'argomento. Odio gli imbroglioni,
anche se sono ospiti nella tua trasmissione.
Guarda che vengono un sacco di persone del genere,
Michael. Non a caso il programma si chiama Fuori di
testa.
La rabbia sinistra di pochi istanti prima era gi svanita.
I tratti del viso riacquistarono dolcezza, le sopracciglia
aggrottate a v recuperarono la naturale linea ad
arco. In un attimo rividi per intero il nostro rapporto: mi
resi conto di non averlo mai visto davvero arrabbiato
per qualcosa. Perch ora si comportava cos?
Michael, ti senti bene? C' qualcosa che non va?.
Invece di rispondermi, mi prese per una manica e mi
tir verso l'ufficio sul retro del negozio. Voglio mostrarti
una cosa.
L'ufficio era piccolo, funzionale: pochi mobili di metallo
lucido, decisamente scomodi. L'unico quadro alle
pareti era un ingrandimento di un fotogramma tratto dal
film Il gabinetto del dottor Caligari, la stessa immagine
che il negozio usava per la cancelleria.
Guarda qui.
Stando in piedi dietro la scrivania, mi pass un foglio
di carta arrotolato. Lo presi e gli detti un'occhiata. C'erano
scritte poche parole con un tratto spesso d'inchiostro
rosso. Una calligrafia piuttosto tondeggiante, infantile:
sopra le i c'erano dei pallini al posto dei puntini,
quel genere di cose insomma.
Caro Mike,
quanto tempo  passato! Spero sarai contento di sapere
che il tuo vecchio amico Clinton sta venendo a trovarti.
Prepara ogni cosa per la festa. Sono in arrivo, bello.
Feci per restituirgli la lettera, ma Michael non la prese.
Cos l'appoggiai sulla scrivania, in un angolo. La guard
con aria sconsolata.
Sta arrivando Clinton? E dove sarebbe il problema?.
E gi qui. Michael si gir restando dietro la scrivania,
tir da parte la tenda e mi fece cenno di avvicinarmi.
Poi mi indic l'altro lato della strada. Notai che aveva
il braccio e la mano poco saldi. Non che tremassero:
era piuttosto come se tutto il suo corpo sprigionasse una
grande tensione nervosa, che metteva a disagio. Come se
avesse preso una violenta scarica di corrente un attimo
prima e stesse pian piano riprendendosi dalla botta.
La strada era un susseguirsi di automobili e passanti,
rumori impetuosi, fughe di gas. Un mucchio di gente in
continuo movimento.
Cosa vuoi farmi vedere?.
Agit il dito. Guarda il semaforo laggi: lo vedi il ragazzo
appoggiato al palo? Quello con la maglia da football
col numero 23 ?.
Una maglia rossa?.
S.  Clinton.
Con una smorfia dissi: Ma quel ragazzino avr s e
no quindici anni, Michael.
Lo so. E lasci ricadere la tenda.
All'ultimo momento, Clinton alz lo sguardo verso
di noi: come se sapesse cosa stava succedendo, che stavamo
parlando di lui.
Le mani possono rivelare verit nascoste. A seconda
di come si sollevano e come ricadono, ignare della loro
grazia o tristezza, possono segnalare la sconfitta decisiva
o l'amore celato dietro un'espressione solenne o un
sorriso di scherno.
Io e Michael eravamo seduti alla scrivania, l'uno di
fronte all'altro. All'inizio aveva cercato di essere spiritoso,
ma le sue mani avevano solo abbozzato dei gesti, rimanendo
a mezz'aria: uccelli senza forza per alzarsi in
volo. Di spiritoso era rimasto ben poco.
Hai un'idea di quante persone conosco, Ingram? La
lettera z della mia agenda  lunga tre pagine! Non sto
scherzando.
Ma sai cosa ho scoperto non molto tempo fa? Che ho
sempre avuto i corteggiatori sbagliati. Le amicizie sbagliate.
Fatta eccezione per i presenti, sembra che la mia
dote principale sia attrarre persone che da principio
sembrano meravigliose e invece finiscono per generare
confusione.
Clinton ne  l'esempio perfetto.
Senza rendermene conto, alzai la mano come fossi
un alunno che ha una domanda urgente da sottoporre
alla classe. Michael, aspetta un secondo! Dalle storie
che hai raccontato su Clinton, ne esce un ritratto fantastico,
una straordinaria combinazione di amico, protettore...
Avrai ripetuto almeno dieci volte che ti ha salvato
l'infanzia.
Ed  vero, mi ha salvato l'infanzia. Ma ora non 
questo il punto. Ascolta, non venirmi a dire che si pu
conoscere a fondo un uomo, se non ti ha rivelato la preghiera
intima che rivolge ogni sera al suo Dio o a al suo
Demone....
Scossi la testa sconcertato: di cosa stava parlando?
S, Clinton mi ha protetto. Per anni. Poi un bel giorno
si  trasformato in una maledetta zampa di scimmia(12)! Il terzo desiderio distrugge tutto quello che c'
di buono, quello che ami.
Spiegare qualcosa a qualcuno  un po' come spazzare
il pavimento: prima si passa la scopa in giro facendo ampi
movimenti per radunare lo sporco pi grosso. Poi, se
si vuol fare un lavoro accurato, ci si mette in ginocchio
e si cerca di raggiungere il sudicio sparso qua e l negli
angoli e nascosto sotto i mobili. A questo punto si raccoglie
ogni cosa e voil, la stanza  pulita.
Invece di essere chiaro - mettendo insieme cio i vari
dettagli su Clinton Deix in una specie di mucchietto
ordinato, dunque comprensibile - Michael continuava a
esprimersi in maniera confusa e, a volte, senza senso.
Quel suo modo di spazzare non faceva che smuovere ancor
pi lo sporco e la polvere di quella stanza che era il
suo passato.
L'unica cosa certa alla fine di quella giornata in cui
scorgemmo per la prima volta il ragazzo sull'altro lato
della strada fu questa: Clinton Deix era tornato e aveva
ancora quindici anni. Da quando Michael lo conosceva,
Deix aveva quindici anni.
E ne erano passati pi di venti.
Non ti ho raccontato cosa accadde ad Anthony Fanelli.
Michael, per favore....
Guarda che non si tratta di un'altra storia. Ha a che
fare con quanto sta succedendo. Devi conoscere l'antefatto,
prima di poter dire qualsiasi cosa.  piuttosto
complicato.
Hai intenzione di dirmelo?.
Alcuni anni prima, avevo avuto ospite a Fuori di testa
uno dei criminali del governo argentino del generale
Galtieri(13). Il suo compito era torturare la gente. Per quanto
come uomo fosse ripugnante e spregevole - soprattutto
perch fiero di quello che aveva fatto e compiaciuto
di essersela cavata - in trasmissione disse una cosa che
mi colp. Come nella maggior parte dei casi, disponeva
di scarso bagaglio culturale e limitato buonsenso. Era
inoltre piuttosto prevedibile: ma quando mi sarebbe ricapitato
di sentir parlare del male dalla bocca stessa del
diavolo? Di percepire l'alito del mostro mentre parla
delle sue imprese?
Quello che disse fu all'incirca questo: il segreto alla
base della seduzione come della tortura sta nell'adeguarle
alla vittima. Vuoi davvero avere in pugno qualcuno?
Non essere impulsivo, non avere fretta: scopri
prima qualcosa che lo riguarda, fiuta le sue abitudini e i
suoi gusti. Presto o tardi troverai quello che cerchi: a lei
piacciono i fiori, ma sono le orchidee i suoi preferiti.
Strappargli le unghie delle mani  una cosa brutta: minaccialo
piuttosto di fare del male ai suoi figli. A quel
punto hai vinto: ti striscer ai piedi. Seduzione e tortura:
usa gli stessi mezzi e potrai arrivare dove vuoi. Un'altra
cosa raccapricciante che disse fu quella di aver conquistato
la moglie con gli stessi metodi utilizzati per
strappare informazioni a centinaia di condannati.
Quando gli domandai se avesse mai provato rimorso
per quello che aveva fatto, rispose: Se non rivolgi nessuna
attenzione a Dio, a un certo punto si allontaner
da te.
Due giorni dopo aver visto Clinton per la prima volta,
trovai la moto con le gomme squarciate. Non  piacevole,
ma va messo in conto quando si vive in una grande
citt. Per fortuna, l'officina dove mi servo si trova a
pochi isolati di distanza. Chiamai il meccanico e, nel giro
di un'ora e mezza, rimettemmo la moto in strada. Mi
ero trasferito in un complesso residenziale con il garage,
ma lo avevo usato poche volte. Quella sera stessa, misi
la moto dentro e non ci pensai pi.
Tre giorni dopo qualcuno entr nel mio appartamento.
Non fu portato via niente, ma chiunque fosse stato,
aveva imbrattato di merda le pareti di casa scrivendo
dappertutto Fuori di testa. Il puzzo - ammettiamolo, le
feci umane hanno un proprio odore, assolutamente particolare
- aggiunto al fatto intimo e perverso che il responsabile
del gesto sapeva dove vivevo, si insinu nel
mio cuore, facendo breccia tra le mie paure. S, abbiamo
letto tutti 1984(14) e ci ricordiamo bene la gabbia di topi
che si fissa nella testa di Winston Smith all'interno
della stanza 101, ma in quel caso si tratta di un libro.
Puoi sempre metterlo via e andare a prendere un sacchetto
di Cheese Doodles(15) da sgranocchiare.  molto diverso
tornare a casa e scoprire le pareti della cucina imbrattate
di merda con una scritta che rappresenta una
parte della tua vita.
La polizia non ci vide nulla di strano, in questo caso
il mio amico detective Dominick Scanlon, che chiamavo
ogni volta che mi serviva un piacere da parte del dipartimento
di polizia di Los Angeles.
Per Dio, Ingram, ma che ti aspettavi col programma
che fai? Ci stanno pi invasati l che in galera! E sei
anche stupito se uno di loro alza un dito per imbrattarti
i muri? Non ti ricordi il tizio del talk-show che hanno
assassinato a Seattle? Sono anni che ti dico attento a
dove metti i piedi, ma tu niente, devi per forza tirar su il
Fan Club di Charles Manson! Quel programma  come
un titolo del National Enquirer(16) in carne e ossa:
MARILYN MONROE ANCORA VIVA!  SCESA DAL DISCO VOLANTE
PER SCOPARSI IL CRICETO! Ges, Ingram, sei davvero
sorpreso? L'unica cosa che mi stupisce  che ci abbiano
messo cos tanto prima di combinarti un casino
del genere.
Piantala, Dominick, non sfottere. Cosa posso fare in
questa situazione?.
Trasferirti. Fatti dare un altro numero di telefono
che non sia sull'elenco. Ma ricordati, amico, fino a quando
farai quella trasmissione, sei bello che bruciato. Cerca
di capire, quei tipi strani li incontri in trasmissione,
probabilmente quando si comportano al meglio. Io, invece,
li vedo quando fondono i reattori, e allora ci ritroviamo
per le mani casi di Sindrome Cinese(17). Come i tizi
che si fanno saltare le cervella, magari insieme a chi gli
sta vicino. Mi sei simpatico, amico, ma non puoi aspettarti
di passarla liscia quando hai a che fare di continuo
con tutto quel materiale radioattivo.
E dire che dagli sbirri ci si aspetta che siano rassicuranti,
Dominick. Invece starti ad ascoltare  come asciugarsi
con una salvietta bagnata!.
Mi sbaglio o sei tu che ogni sera, all'inizio del programma,
dici: Sono atterrati gli alieni? Si vede che stavolta
hanno scelto casa tua.
Fuori, una pioggerella insistente aleggiava a mezz'aria
come fumo. Io e Michael la guardavamo dalla finestra
di cucina, di fronte a una tazza di t con degli ottimi
brownies fatti in casa. Ne sollev uno e me lo sventol
davanti agli occhi.
Secondo te, come si chiamer il dio delle Piccole Cose
Speciali? Il dio dei brownies e del t Earl Grey? Non
ti piacerebbe conoscerlo? Il dio dei bei film, degli aerei
puntuali, dei cuccioli, delle donne che per strada lasciano
un buon profumo... Io vorrei proprio incontrarlo.
 stato Clinton a sistemarti casa, Ingram. E forse anche
le gomme. Non ti ho raccontato cosa accadde ad
Anthony Fanelli.
Dai, Michael, ti prego....
Anthony Fanelli odiava Michael dal primo giorno
che si erano incontrati. Come mai le persone che hanno
talento sono tanto infastidite dai buoni a nulla? Come
possono dei banali insuccessi irritare tanto chi ha il
mondo in pugno? Michael Bilia era un ragazzino grasso
che, a quanto diceva, da quando aveva dieci anni
aveva anche la pelle butterata come una cartina stradale.
Una volta sent uno zio dire alla madre che il ragazzo
sarebbe stato un eroe se fosse sopravvissuto al suo
aspetto.
Avevo una brutta pelle e la bocca sottile. Ero un insieme
di ormoni impazziti. Allora sai che feci? Cercai di
diventare davvero spiritoso: volevo essere uno spasso.
Non mi pare una cattiva idea. Al mondo c' sempre posto
per un mattacchione. Per quanto mi riguarda, ti assicuro
che funzionava la maggior parte delle volte. Se il
primo a prendersi gioco della mia ciccia o della mia pelle
ero io, e ci riuscivo meglio degli altri, allora li avevo
sconfitti tutti.
Tutti tranne Anthony. Aveva dei bellissimi capelli nero
corvino, sempre impeccabili come quelli di una geisha.
Sai cos'altro ricordo di lui? Teneva in tasca delle
cose pazzesche. Era la prima persona che avessi mai conosciuto
a possedere un coltello dell'esercito svizzero.
E un accendino d'oro. Cio, sono sicuro che d'oro non
era, ma su di noi fece colpo. Avrei voluto piacergli sopra
ogni altra cosa, invece mi considerava meno di niente.
Le probabilit che avevo di conquistarlo non erano
superiori a quelle di un cane alle prese con una farfalla.
Ecco,  proprio la similitudine perfetta: io ero un povero
cane bavoso, Anthony una stupenda monarca. La sola
discrepanza stava nel fatto che la mia farfalla aveva
un coltello.
Fanelli era un tipo attraente, tosto e carismatico. Perfino
le ragazze come Eddie Devon erano segretamente
affascinate da lui, e lo sapeva. Parecchi di noi sono cresciuti
a fianco di un Anthony Fanelli e, ripensandoci, si
tratta spesso di ricordi pi o meno nostalgici, in qualche
misura divertenti, riposti tra gli scaffali della nostra memoria.
Ma un tempo erano reali e temibili, e godevano
di quella speciale magia che conferiva loro il fascino che
tanto avremmo desiderato.
Non facevo una cosa giusta ai suoi occhi. Ogni tanto
avevo la netta sensazione che il solo fatto di esistere e
di trovarmi nelle sue vicinanze lo rendesse furibondo.
Una volta la mamma prepar una torta per il mio compleanno.
Siccome ero un fesso, la portai a scuola pensando
di dividerla con i miei amici. Erano gli anni in
cui trasmettevano Mission Impossible(18) in TV e la seguivamo
con devozione, senza perdere una battuta. Cos
quando arrivai alla mensa con il dolce in mano, dissi:
Mangiamocelo alla svelta, senn c' il rischio che si
sciolga da solo in due secondi! . Negli occhi di Anthony
colsi uno sguardo voglioso, come se ne volesse un po',
ma sapevo che non avrebbe mai accettato niente di mio.
Si alz da tavola ripetendo si sciolga da solo! , neanche
fosse la cosa pi stupida e oscena che avesse mai sentito.
Sai che successe a quel punto? Che andato via lui,
non la vollero pi nemmeno i ragazzi in gamba. Si alzarono
tutti dai tavoli e se ne andarono. Rest soltanto
Beth Ann Gunsberg, perch era una cicciona come me.
Immagina la scena, ero l con quella magnifica torta al
cioccolato di fronte a me e troppe forchette.
Poi arriv Clinton. Un giorno lo intravidi in fondo
alla classe durante la lezione di inglese. Quando l'insegnante,
la signora Sellars, gli rivolse una domanda, dette
una scrollata di spalle e si rimise a sedere. Anthony,
che era seduto due posti pi in l, inizi a ridere, nel tipico
stile Fanelli. Cos, e basta. Clinton, che all'incirca
aveva la stessa corporatura, si limit a buttargli un'occhiata,
ma si intu che i paletti erano gi stati piantati
per terra e la tenda cominciava a sollevarsi. In quel preciso
momento.
A cosa ti riferisci?.
Al rapporto tra i due. Ridendo di lui, Anthony aveva
fissato il posto, Clinton tir fuori il martello e mise i picchetti.
La vuoi qui la tenda? OK, ci penso io.
Poi la signora Sellars fece la stessa domanda ad Anthony,
che rispose con un sorriso e un lungo sguardo a
Clinton. Deix era seduto nell'angolo e meditava.
Quando fin la lezione, and verso Anthony e gli disse:
Mi sa che stavolta hai fottuto lo stronzo sbagliato,
Negretto.
Anthony, con tutta la combriccola al seguito, disse:
Stronzo? Ti definisci cos, uno stronzo? Buono a sapersi!
Ma non mosse un dito. Penso che avesse gi percepito
quanto fosse pericoloso il nuovo arrivato.
Clinton si avvicin di pi e, faccia a faccia, gli disse:
Stai attento che ti bevo, Negretto. Ti spremo tutto il
sangue che hai in corpo e me lo bevo come aperitivo.
Pensaci bene, Femminuccia.
Poi fu la volta dell'insalata di uova nell'orecchio e allora
ci rendemmo conto che Anthony aveva fatto davvero
un grosso errore a rompere le palle a quel tizio.
Ma la cosa peggiore era vedere come andavamo d'accordo
io e Clinton! I due ragazzi che Fanelli odiava di
pi erano all'improvviso diventati culo e camicia, il che
voleva dire che non poteva pi prendermi a calci, altrimenti
Clinton lo avrebbe saputo all'istante.
 curioso che ancora ricordi l'espressione sulla faccia
di Anthony quando mi vide con Clinton. Sai com'era?
Lo stesso sguardo indifeso, triste e amareggiato che
leggi sul volto di certe donne sposate con uomini prepotenti
e ubriaconi, brutti ceffi che ogni tanto alzano
anche le mani.
Se io ero un rompiscatole, il vero caso umano della
scuola era Grace Elixhausen. Sembrava che Dio su
quella ragazza avesse usato la paletta per ammazzare le
mosche. Fisicamente era un disastro ma, se riuscivi a
superare il primo impatto - un misto di disagio e ribrezzo
- Grace era una persona assai carina con cui
parlare.
Ad ogni modo, Anthony si serv di una ragazza per
fare entrare di nascosto una macchina fotografica dentro
lo spogliatoio delle femmine. In seguito presero a
circolare delle voci: si diceva che, su richiesta di Fanelli,
quella sua amichetta avesse scattato un intero rullino
di fotografie a Grace, la povera creatura. Come se la
sua vita non fosse gi abbastanza sciagurata, le doveva
capitare anche questo. Le foto erano orribili a dir poco:
Grace nuda come un verme sotto la doccia, col cespuglio
di capelli neri schiacciati sulla testa, lo sguardo triste
e smarrito in viso. Cristo, le foto mostravano ogni cosa:
Grace di fronte, di dietro, piegata... non lasciavano
niente all'immaginazione.
Un luned mattina arrivo a scuola e apro l'armadietto
per prendere i libri: dentro, appiccicate su ogni centimetro
di spazio disponibile, c'erano le foto. Ero talmente
stordito per lo spettacolo - per quello che vi era
rappresentato - che rimasi fermo a guardarle a bocca
aperta. Alla fine, sentii una voce che diceva: ...Guardone!.
Mi girai e vidi Anthony in piedi dietro a Grace,
che aveva sulla faccia uno sguardo indefinibile. Sapeva
che non potevo aver combinato quel casino da solo, anzi,
sono sicuro che avesse capito che c'entrava Anthony.
Ma quasi certamente anche lei aveva una cotta per lui,
e questo non faceva che peggiorare le cose. Si comport
davvero da gran signora, Ingram. Mi  capitato di rado
di vedere qualcuno cos controllato in un momento del
genere. Si limit a dire: Staccale, Michael. Buttale via,
per piacere. Poi si gir e and via. E non mi fece mai
pi domande su quelle foto. Che dignit!
Non dissi niente a Clinton, ma deve averlo fatto qualcun
altro, perch chiam la sera stessa per chiedermi se
era vero. Cercai di aggirare la risposta, ma il tono della
sua voce si fece distaccato, cattivo. Disse che non me lo
avrebbe chiesto un'altra volta. E allora gli raccontai per
filo e per segno cos'era successo, temendo che qualcuno
potesse abbellire in un senso o nell'altro l'episodio.
Per lo meno, volevo che sapesse come erano andate davvero
le cose.
Lui che disse?.
Michael prese un altro biscotto e guard fuori dalla
finestra. Stava ancora piovendo, c'era una specie di caligine
grigiastra. Clinton, Anthony, Grace, Michael...
Che cavolo c'entravano quei ragazzini con le pareti di
casa mia imbrattate di merda e la preoccupazione che
sentivo crescermi nello stomaco, come una specie di fango
denso?
Clinton disse: Non va per niente bene. Grace non
si meritava una cosa del genere.
Tutto qui?.
Michael prese un sorso di t, lo ingoi scuotendo il
capo. No, non  tutto.
Oltre al fatto di essere grassoccio e di avere una brutta
pelle, non ero nemmeno bravo a scuola. Per c'era
una materia in cui andavo bene, l'inglese. Aspettavo con
ansia quell'ora di lezione tutti i giorni. L'insegnante era
gentile e a me piaceva leggere. Quando arrivarono gli
esami di verifica, l'unica materia che non dovetti studiare
fu proprio l'inglese.
La mattina dell'esame, eravamo tutti seduti fuori dall'aula
in attesa di entrare. Nella mia scuola i test si svolgevano
dentro i locali della mensa. Ricordo perfettamente
quel posto: i tavoli lunghissimi, i rumori metallici
provenienti dalla cucina, il vapore delle pietanze sul fuoco,
la lavastoviglie in funzione, le chiacchiere sommesse
degli addetti alla refezione. Ges, mi sembra di sentire
l'odore dei ravioli che servivano! Riesci a ricordarti gli
odori? Salsa di pomodori in scatola. Vassoi di plastica o
formica appena lavati... I pranzi della scuola. Ma durante
gli esami, la stanza diventava un luogo di lavoro e
allora entravamo tutti impauriti e senza appetito.
Il giorno della prova di inglese, alle otto di mattina
siamo gi tutti fuori dalla mensa che aspettiamo di entrare.
Sto parlando con Perry Cochran del test e pensando
agli affari miei. All'improvviso, da dietro, sento
qualcosa che mi sfiora la guancia sinistra. Poi vedo sulla
faccia di Perry un'espressione raggelata: per met sorriso,
per met guai in vista. Sollevo la mano per capire
di che si tratta, sento una cosa dura e ricurva. Faccio
per scansarla, ma sguscia via rapida e mi graffia il viso.
Riesco a vederla con la coda dell'occhio: una gruccia! Ti
immagini la scena? Non ebbi nemmeno bisogno di guardare
per sapere chi era stato.
Dissi: Falla finita, Anthony!.
Di far cosa, Culone?.
Falla finita e basta. Non  divertente!.
Io mi diverto, Botolo!.
Era stupefacente come Michael riuscisse a dare la
giusta intonazione a entrambe le voci: quella agitata del
ragazzo impaurito che ripeteva al bullo di andarsene,
poi il ghigno saccente dell'ipotetico Anthony Fanelli,
con tanto di minacce della serie sto per renderti la vita
un inferno. Mi fece ripensare che, a quell'et, mi si accapponava
la pelle in simili situazioni.
Stammi alla larga, Anthony, OK? Non ti ho mai dato
fastidio.
Non ti ho mai dato fastidio! Il solo fatto che tu sia vivo,
Bilia, mi d fastidio. Forse il giorno che morirai
smetter di essere infastidito.
Svelto come un serpente, mi colp in pieno viso con
la gruccia. Una sferzata e via! Sentii quella cosa fredda
e appuntita. Non so perch lo abbia fatto. Suppongo non
resistesse pi, come uno squalo che impazzisce all'odore
del sangue. Pur sapendo che Clinton ne sarebbe venuto
a conoscenza.
Per Dio, Michael, mi auguro che tu gli abbia risposto
per le rime a quel figlio di puttana.
Sorrise soddisfatto e fece cenno di s con la testa.
Puoi contarci! Lo colpii dritto sul mento, pi forte che
potevo! A momenti lo lascio secco per terra: se soltanto
avessi avuto un briciolo di forza in pi, lo avrei steso con
un cazzotto. A quel punto barcoll e lasci cadere le mani.
La gruccia fin sul pavimento facendo un assurdo tintinnio.
Mi pare di risentirlo quel rumore!
Non riuscivo a credere ai miei occhi. Poi una ragazzina
strill: Non permetterglielo, Anthony!. E allora
mi si scagli contro come un missile cruise: boom!.
Avrai reagito, spero. Fu come se avessi l'intera scena
davanti agli occhi, e mi sentii desolato per quel ragazzo
grassoccio che non ne azzeccava una: aveva fatto
il primo gesto coraggioso della sua breve vita e proprio
per questo stava per finire stritolato. Avrei voluto che
reagisse, che facesse vedere a tutti gli Anthony Fanelli
del mondo che non avrebbe vinto solo perch l'altro era
spaventato o perch era sempre stato cos.
Eccome se ho reagito! Mentre mi si avventava addosso,
gli sferrai un altro pugno e lo presi dritto sotto il
mento.
Grande! Bravo.. Non ce la facevo pi a stare seduto:
volevo vedere Fanelli crollare a terra sconfitto. Scioccato
che il mondo non fosse sempre dalla sua parte, volevo
che se ne andasse e lasciasse Michael in pace per il
resto della sua vita.
Michael sospir. Stavolta ero troppo spaventato per
colpirlo forte come prima, cos mi affibbi due pugni sul
viso da entrambe le parti, e andai gi. Lui perse l'equilibrio
e cadde, nel tentativo di colpirmi di nuovo.
Allora successe questa cosa incredibile, Ingram. Lo
afferrai e lo immobilizzai tenendolo per la testa! Avevo
sempre avuto braccia molto forti e d'un tratto mi ritrovavo
Anthony Fanelli tra le mani, completamente indifeso.
E ora? Che avrei fatto? Se lo avessi lasciato andare,
si sarebbe rimesso in piedi e mi avrebbe pestato. Se lo
avessi tenuto stretto, forse si sarebbe arreso, magari avrebbe
perso i sensi. Proprio come succede nel wrestling,
quello tra professionisti. Cos non mollai. Era una follia:
stavamo a un metro e mezzo dall'aula, poteva sbucare
un insegnante da un momento all'altro. Ma in quella lotta
sentivo una specie di karma e dovevamo farla, a qualunque
costo.
Come and a finire?.
Mi dette un pugno nelle palle! Talmente forte che
non te lo immagini neanche. A quei tempi si faceva il
gioco sporco, ma non quella mossa, era tab. Non potevi
farla. Immagino che Fanelli fosse disperato e non gli
sia venuto in mente altro.
Non avevo mai provato un dolore simile in vita mia.
 probabile che per qualche secondo abbia perfino perso
i sensi, perch quando mi ripresi, stava sopra di me e
mi teneva gi le braccia con le ginocchia. La prima cosa
che ricordo  lui in quella posizione, mentre il pugno si
abbatteva nebuloso su di me, come al rallentatore. Credo
di non aver nemmeno sentito mentre mi colpiva la
bocca. Ma ricordo bene il sangue che zampillava e schizzava
dappertutto sulla sua maglietta bianca.
Vaffanculo, grassone del cazzo! , continuava a ripetere
mentre mi colpiva. Bum! Bum! Bum!
Finalmente qualcuno lo tir via e un paio di minuti
dopo stavamo entrando tutti in classe per l'esame! Ma
te lo immagini? Mi tenevo il fazzoletto sulla bocca, onde
evitare che il sangue mi finisse addosso, ma ne usciva
troppo.
Mi misi a sedere nel posto assegnato e vidi il foglio
con le domande capovolto sul banco. Te lo ricordi? Ricordi
il sorvegliante che diceva: Non girate il test fino
a quando non ve lo dico? Bei tempi.
Seduto con lo sguardo verso il basso, cominciarono a
colare le prime gocce di sangue: bloop, bloop, bloop.
Precise sopra il foglio. Guardai il fazzoletto e vidi una
roba rossa informe. Ma c'era poco da fare: lo rigirai dalla
parte asciutta e lo premetti di nuovo sulla bocca. Venne
dato il via. Nei minuti che seguirono cercai di schiarirmi
le idee per concentrarmi. Intanto era cominciato il
dolore. E dovevo continuare a rigirare il fazzoletto in
cerca dell'angolino pi asciutto: bloop, bloop, bloop.
Ero talmente preso da tutte quelle cose insieme che
quando qualcuno si mise a sedere accanto a me non ci
feci caso.
Ehi, che ti  successo?.
Era Clinton, aveva deciso di presentarsi all'esame con
quindici minuti di ritardo.
Niente. Gli feci cenno di andarsene, come se fosse
una stupidaggine. Solo che lo feci col fazzoletto: era talmente
zuppo che schizz del sangue sul suo banco. Clinton
osserv a lungo quelle gocce. E sai cosa? Ero spaventato.
Sapevo che a me non avrebbe mai fatto niente,
ma avevo paura lo stesso, Ingram.
Alan Piko, che era seduto dietro di noi, disse: Lui e
Anthony hanno fatto a botte e Fanelli lo ha colpito alle
palle.
Clinton chiese a Piko com'era iniziata la lite e lui gli
raccont della gruccia, della presa alla testa, del cazzotto
sui coglioni, del pugno in bocca. Ogni cosa sottovoce:
bzz-bzz-bzz.
Alle palle? Ti ha colpito alle fottutissime palle?.
Clinton pronunci l'ultima parola gridando e l'intera
mensa alz lo sguardo. Io continuai a tenerlo rivolto sul
banco. Non c'entravo niente con quella storia, non avevo
detto un bel niente.
Ehi tu, Fanelli, brutto ispanico di merda impomatato!
Lo hai colpito sui coglioni, cazzo! .
Un attimo dopo era gi in piedi, fuori dal banco. Nel
giro di un secondo prese la sedia e la scaravent da sopra
la testa in direzione di Anthony. Invece colp in pieno
Tom Kates, che lanci un urlo, ma nessuno ci fece
caso: Clinton stava gi inseguendo Anthony. Immagina
la stanza con i banchi disposti a U: noi ci trovavamo a
met di una delle file verticali, Anthony all'inizio dell'altra.
Per sua fortuna, perch Clinton doveva procedere
a zig-zag per prenderlo. Anthony fece qualche finta
a destra e a sinistra, poi infil la porta. Nel frattempo
la signora Sellars gridava, Clinton lo stesso... insomma,
un pandemonio.
Anthony raggiunse la porta in vantaggio di pochi passi
su Clinton. Schizzarono fuori dalla stanza come Ferrari
in corsa. Si sent Anthony che strillava dal corridoio:
Lasciami stare, lecchino! Stammi alla larga, Deix!. Il
tono di voce era forte, ma per la paura aveva come una
specie di falsetto che non avevo mai sentito prima. Mi
fece quasi compassione. Qualcuno si alz e si avvi verso
la porta, mentre l'insegnante continuava a dire: State
a posto e fate il compito! .
Michael fece un respiro profondo e ruot la testa come
avesse il collo contratto.
Come  finita, lo prese?.
La mia domanda arriv nel bel mezzo di un'altra rotazione
del capo. Si ferm e mi guard: S, lo prese. Lo
prese e lo ammazz.
Cosa? Che vuoi dire?.
Gli spar alle spalle. Non appena furono fuori dalla
scuola, Clinton tir fuori la pistola e spar quattro colpi
ad Anthony, alla schiena e alla testa. Poi scapp e nessuno
lo vide mai pi. Tranne me, e ora anche te.
C'era una donna che diceva di essere innamorata di
un uomo, ma tutte le volte che si tenevano per mano,
non si toglieva mai i guanti. C'era un tizio che diceva di
amare i viaggi in luoghi selvaggi e pericolosi, ma ogni
volta che ci andava, partiva con costosi tour organizzati
che assicuravano jeep robuste e stanze d'albergo poste
in alto, sopra le cime degli alberi, cos uno non doveva
stare tanto a preoccuparsi delle fauci dei leoni.
Ma che sta dicendo?.
La signora Blackwell alz lo sguardo seccata. Rivolse
le eleganti narici verso di me e disse: Se mi lasciasse
finire, signor York, in un attimo saprebbe cosa voglio
dire.
Ci si deve fidare dei fantasmi, non hanno ragione di
mentire. Quanto agli esseri umani, esiste sempre un certo
margine: le motivazioni nascoste non mancano. Ai
morti non interessano promozioni, n utili del nove per
cento sul capitale investito....
Ingram.... Si apr la porta e fece capolino il mio
impresario. Mi occupo di persona dei colloqui ai potenziali
ospiti della trasmissione, e fui alquanto sollevato
di prendermi una pausa dalle sentenze della signora
Blackwell.
Arthur, che succede?.
C' un ragazzino qui fuori, dice che deve parlarti.
Questione di vita o di morte. Si strinse nelle spalle.
Che aspetto ha?.
Sui sedici anni, alto, capelli castani... Niente di particolare.
Indossa per caso una maglia da football?.
S,  lui.
Mi alzai e andai verso la porta. Dov'?.
Alla reception.
Torno subito, signora Blackwell.
Non sapevo cosa mi stesse aspettando. Percorsi il
corridoio fino al banco della reception, agitato e incuriosito
al tempo stesso. Tutte le cose che Michael mi aveva
raccontato su Clinton Deix convergevano in un unico
punto che si trovava a pochi passi da me.
Il ragazzo era seduto con le mani sulle ginocchia, sembrava
un paziente nella sala d'aspetto di un ambulatorio.
Aveva l'aria scocciata. Sarebbe stato questo qui a imbrattare
di merda le pareti di casa mia? A me sembrava piuttosto
uno di quelli che servono cheeseburger da McDonald's,
o che ti bussano alla porta dopo una nevicata per
spalarti il vialetto. Quando mi vide, scatt in piedi e mi
porse la mano. D'un tratto la sua faccia aveva acquistato
grande entusiasmo e cordialit: Il signor York?.
Ci stringemmo la mano. Lui seguit pi a lungo di me.
S. Sei Clinton Deix?.
Sissignore.
Cosa vuoi?. Subito dopo la stretta di mano, incrociai
le braccia.
Se ha un paio d'ore per me, glielo spiegherei volentieri.
Mi spiace, non  possibile... sono impegnato col lavoro.
Capisco, ma  una cosa importante.
Perch?.
Perch so che Michael Bilia le sta mentendo, ed 
pericoloso che continui a credergli.
Continuai a tenere le braccia conserte. Probabilmente
lui direbbe lo stesso di te.
Con una smorfia, si dette un'occhiata intorno.
Possiamo almeno uscire fuori a parlare? La prego,
almeno questo.
Era una giornata di sole, faceva caldo nel parcheggio
dietro la stazione radio. C'erano solo alcune automobili
e la mia moto: andai in quella direzione, ci salii sopra e
mi sedetti. Sei tu che mi hai squarciato le gomme?.
Scosse il capo. No! Glielo ha detto Michael? Non sono
stato io.  proprio di questo che dobbiamo parlare.
Vai avanti.
Non c'era posto dove sedersi, cos si accovacci per
terra, con le braccia intorno alle ginocchia. Mi stia a
sentire, sono Clinton e ho quindici anni. Sono sicuro che
questo glielo abbia detto, ma le cose non stanno affatto
come dice lui. Sta raccontando un mucchio di stronzate.
Non  la prima volta, glielo giuro. Lo giuro su Dio.
Di quali stronzate parli?.
Mentre scalavo la marcia per affrontare la curva, sentii
le sue braccia afferrarmi per la vita. Eravamo a Beverly
Hills e cercavamo un'abitazione lungo Walden
Drive. Le parole che Clinton mi aveva detto all'interno
del parcheggio erano state abbastanza persuasive e minacciose
da farmi lasciare il lavoro a met giornata,
prendere Deix - viaggio nel tempo in carne e ossa - a
bordo della mia Honda e andare alla ricerca di un pezzo
del mio passato.
Aveva detto che la donna viveva su Walden Drive, era
sposata con un uomo facoltoso e aveva tre figli. Si chiamava
Blair Dowling ed era l'unica donna che avessi mai
amato. Ma la storia risaliva ai tempi del liceo; fu proprio
durante l'ultimo anno che compresi, tra le altre cose, di
essere gay. Quando arriv il giorno del diploma ci eravamo
gi lasciati, ma Blair era una ragazza sveglia e brillante,
sapevo fin da allora che se la sarebbe cavata bene
e la sua vita sarebbe stata entusiasmante. Dopo qualche
anno ci perdemmo di vista. L'ultima cosa che avevo sentito
dire era che lavorava come avvocato da qualche parte
a New York.
Cosa aveva a che fare Blair Dowling con Clinton Deix
e Michael Bilia?
Non posso dirti niente, devi prima vedere con i tuoi
occhi e capirlo da solo. Poi ti spiegher meglio. Vive a
Beverly Hills. E sa del nostro arrivo.
La casa era in pietra massiccia, mezza nascosta tra
rampicanti, fiori e statue kitsch che vigilavano lungo il
vialetto. Case del genere mi avevano sempre dato l'impressione
che il proprietario, chiunque fosse, avesse
strappato la foto da un numero di House and Garden
e fosse andato da un costruttore dicendo: Me la faccia
cos. Non importa quanto verr a costare, voglio una casa
come questa.
Volevo rivedere Blair dopo vent'anni. Volevo capire
cosa avesse a che fare con Clinton Deix. Quando gli domandai
come avesse saputo del mio legame con lei, il ragazzo
rispose che, non appena era venuto a conoscenza
della mia nascente amicizia con Michael, aveva cominciato
subito a cercare qualcuno che avesse avuto un ruolo
importante nella mia vita. Disse di aver tentato altre
strade in precedenza, ma nessuna gli era sembrata efficace
come quella.
Cosa ha combinato Michael prima, da farti preoccupare
tanto?.
Mi guard di traverso. Vuole che tu mi uccida. Continua
a cercare qualcuno che lo faccia perch non pu
farlo lui. Non ne ha facolt.
Perch no?.
Perch  lui che mi ha congelato. Non pu fare altro.
Suonai il campanello. Nessuno rispose. Stavo per andarmene,
quando Clinton riprov, dicendosi certo che
fosse in casa. Un istante dopo il portone si apr ed ecco
Blair Dowling.
Sembrava appesantita di qualche chilo, ma era ancora
pi carina. Aveva i capelli decisamente pi corti: il taglio
adatto per una donna pratica e sportiva, che gioca
spesso a tennis e va in giro con una station wagon con a
bordo ragazzini e cani di grossa taglia. In un primo momento
rimase stupita, poi sembr contenta di vedermi.
Ma non cos contenta, a giudicare dalle espressioni che
lessi in seguito sul suo viso.
Tutti vorremmo sapere cosa ne  stato di coloro che
pi ci stanno a cuore. Ma si corre il rischio di scoprire
che queste persone importanti raramente sono finite
come ci saremmo aspettati o come loro avrebbero voluto.
Non sto dicendo che siano dei falliti o che la loro
vita abbia avuto un triste risvolto, ma dopo un po' che
li guardi e li ascolti mentre raccontano cosa  successo,
ti rendi conto che non ce l'hanno fatta; n ai loro occhi
n ai tuoi. La questione non  se abbiano vinto dei
premi o perso il loro denaro: il punto  che ci che desideravano
con tutto il cuore, che si erano ripromessi di
ottenere, semplicemente non si  realizzato - o peggio
ancora, non sono stati in grado di farlo. Se mai vi capiter
di rincontrare qualcuno a met della vostra esistenza,
scorgerete sul suo volto i segnali di sconfitta o
le speranze svanite, come tracce di fumo lasciate da un
aereo nell'azzurro del cielo. La vita di Blair era piuttosto
appagante ma, evidentemente, l'agiatezza, i figli e
l'amore di un uomo attraente con una posizione di spicco
non erano abbastanza. Non per la sua essenza di adolescente
che, mi resi conto quel giorno, continua a vivere
in ciascuno di noi e troppo spesso si ritrova sconcertata
- quindi ingiustamente rabbiosa - per il solo
fatto di non aver tenuto fede ai sogni che aveva tanti
anni prima. S, il nostro io quindicenne  il critico pi
severo. Tutte le cose che pensava saremmo stati in grado
di realizzare quando era al comando. Gli ostacoli
che era certo avremmo superato. Espressioni come al
sicuro e clich non avrebbero mai fatto parte del
nostro vocabolario: eravamo troppo speciali, troppo
forti. Quel giovane io era l, pronto a infuriarsi e a diventare
pignolo come un aspirapolvere per il resto dei
nostri giorni.
E per quanto si possa crescere e sorridere di quella
parte di noi (o magari disprezzarla) che considerava favolosi
i pantaloni a zampa e credeva di poter spaccare il
mondo, qualcosa di quella giovane essenza  rimasta, e
vigila come un bambino che si vergogna dei suoi genitori.
Solo che i genitori e il bambino siamo sempre noi.
Nessuno viene trascurato; ogni singola parte di noi ha
voce in capitolo.
Trascorremmo un'ora con Blair. Dopo una trentina
di minuti volevo gi andarmene. Era diventata una donna
molto disponibile, molto esperta, molto noiosa. Se ci
fossimo incontrati a una festa come due sconosciuti,
avremmo avuto ben poco da dirci. In quelle circostanze,
una volta franati nella valanga dei ricordi, sembrava
non ci fosse pi modo di risalire e riprendere la corsa.
Aveva un marito passabile, portava avanti un lavoro
passabile... E allora? Queste persone e la loro vita erano
state importanti una volta, eppure ora non avevano
alcun significato.
Immagino che Blair abbia scambiato Clinton per un
membro della mia famiglia dato che, pur essendo cordiale,
non gli rivolse parola per tutto il tempo che restammo
insieme. In seguito mi resi conto che non era
esattamente una dote quella che aveva il ragazzo di rendersi
invisibile a suo piacimento. Era alquanto strano,
per esempio, entrare in un negozio con lui e notare che
la commessa si rivolgeva soltanto a me.
Bench frastornato, non mi dispiacque aver incontrato
Blair. Ad ogni modo, mentre ce ne stavamo andando,
lanciai delle occhiatacce a Clinton, come per
chiedergli per quale ragione fosse stato tanto importante
vederla.
Sulla porta d'ingresso, dopo un saluto sbrigativo,
Blair mi mise una mano sulla spalla e disse: Ingram, mi
spiace tanto per quello che  successo al tuo amico, ma
devo dirti che hai un aspetto magnifico. Non so come
spiegartelo, ma  da quando sei arrivato che mi chiedo
come fai ad essere cos vivace e dinamico. Io non lo sono,
eppure amo la mia famiglia e la mia vita, ma sembra
quasi che tu sia... innamorato della tua, ecco. Come se
stessi vivendo una storia meravigliosa e irradiassi una
grande energia. E speranza! Ti invidio, Ingram, sei davvero
fortunato. Sono poche le persone che conosco
soddisfatte della loro vita. Si limitano a viverla e aspettano
quel che sar. Pare che tu invece non ne abbia abbastanza!.
Mi diressi verso il ristorante pi vicino e feci sedere
Clinton Deix di fronte a me. Prima ancora di potergli fare
il terzo grado, accese una sigaretta e fece un gran sorriso,
in pace col mondo intero: aveva l'aria di uno che ha
gi dimostrato ogni cosa.
Mi spieghi che senso aveva questa storia?.
Si spost a sedere in avanti. Non hai sentito cosa ha
detto del tuo aspetto? E proprio quello che volevo dirti
io! Stai vivendo il tuo momento, e guarda caso Bilia ti ha
trovato. Qui, proprio adesso che sei al massimo! Quando
 successo a me, ero al liceo. Quello stronzo sa esattamente
quando  il momento giusto.
Ricomincia daccapo. Spiegati meglio, Clinton.
All'altro capo del tavolo, sentivo tutto il peso della sua
frustrazione. Come facevo a non capire una cosa tanto
semplice?
Era come se il mio corpo fosse attraversato da scariche
elettriche che mi facevano fremere la pelle. Quello
che stava per dirmi avrebbe sconvolto la mia vita. Si mise
una mano in tasca e tir fuori una conchiglia della
grandezza di una monetina. Mi torn in mente Michael,
quando aveva detto che Fanelli portava sempre con s
delle cose curiose.
Mi porse la conchiglia. Ti dice niente?.
La presi, me la rigirai tra le mani e gliela restituii.
No.
Arriver il momento. Un giorno o l'altro, nel giro di
poco tempo, mettendo la mano in tasca ne troverai una.
Magari domani stesso, di sicuro presto. L per l penserai:
E questa da dove spunta?. Siccome  soltanto una
conchiglia, ti passer di mente e la lascerai dove l'hai
trovata. Ma  proprio allora che inizia tutto: il giorno in
cui la scopri, ci siamo.
Siamo dove? Che c'entra questo col fatto di aver incontrato
Michael e Blair?.
Ordin un bicchiere di t freddo e prima di parlare
ne bevve un lungo, avido sorso. Succhi con forza tirando
in dentro le guance, senza smettere di guardarmi.
OK, stammi a sentire, Michael lo chiama Tempo Sostanziale.
Da ragazzo non usava nomi particolari, ma
ora che  adulto gli piace definirlo in questo modo.
Vedi,  come se ognuno di noi avesse un momento
preciso della vita in cui riesce a esprimersi al meglio. Capisci
cosa intendo? Hitler, per esempio, potrebbe aver
avuto il suo tempo sostanziale a quindici anni. Non
una volta cresciuto e diventato capo della Germania o
che so io. Magari  stato allora che, vedendo un ebreo
per la prima volta, si  reso conto di odiarlo. Di odiarli
tutti dal primo all'ultimo.
Da quanto ho capito, questo tempo sostanziale si
verifica quando siamo al massimo delle potenzialit.
Molte persone ce l'hanno quando sono all'apice. Che so,
il ragazzo che a scuola prende sempre il massimo dei voti
ed  capitano della squadra e ha una ragazza fantastica.
Tutto quello che gli capiter dopo non pu essere
che in discesa. Si diploma in chiss cosa, e poi finisce a
vendere fanalini o palloni da basket. Per un anno, un
mese o vattelappesca quanto, il tizio...
Michael diceva sempre che  un po' come guardare
in un binocolo, devi mettere bene a fuoco per ottenere
un'immagine nitida. Ecco, capita una sola volta nella vita
di essere un'immagine nitida. A seconda delle persone,
accade in momenti diversi, ma accade sempre e comunque.
Presto o tardi ogni essere vivente sulla faccia
della terra scopre di avere una conchiglia in tasca. Perfino
in mezzo al deserto del Sahara, o chiss dove! Ma
nessuno sa quanto durer quel momento. Michael diceva
che se in certi casi dura degli anni, in altri si tratta di
un periodo brevissimo. Per qualcuno addirittura di un
paio di giorni e basta!.
Quello che mi dette pi fastidio del comportamento
di Clinton, fu la nonchalance con cui era passato a parlare
di certe cose dopo neanche mezz'ora da quando
eravamo andati a trovare Blair e dopo le mie considerazioni.
Non c'era niente di nuovo nell'idea di un tempo
sostanziale: sappiamo tutti che c' un particolare momento
della vita in cui brilliamo pi che in ogni altro.
Ma non era di questo che stava parlando. Quello su
cui continuava a insistere con un esempio dopo l'altro
era come non fossimo davvero... noi stessi, nel raggiungere
dei traguardi degni di nota e anche perfino notevoli
nella nostra vita. Pi spesso di quanto non si creda,
il momento sostanziale viene e va senza nemmeno
rendercene conto.  per questo che tanti di noi si
sentono infelici e smarriti: si tratta della nostra vita, eppure
non abbiamo la minima idea di quali siano i suoi
veri alti e bassi, i reali successi o le disfatte, o la vera
consapevolezza.
Come fossimo dei bambini, ci vengono perfino messe
delle conchiglie in tasca per farci capire che il momento
 arrivato: se puoi, sfrutta al meglio la tua vera
natura! Fallo nel modo giusto e vedrai che la tua vita
sar diversa, pi intensa. Stando alle parole di Clinton,
la prima cosa che mi viene in mente  l'attimo dopo
l'orgasmo quando, come sospesi fuori dal nostro corpo,
vediamo dove siamo e perch ci siamo.
E Michael vedeva questo nelle persone?.
Non solo lo vedeva, sapeva anche come congelarle
in quell'istante. Come se ti stesse facendo un grosso favore,
capisci? Congelarti nel bel mezzo del tuo dannato
momento sostanziale e farti rimanere li a marcire per
un migliaio di anni....
Congelare in che senso?.
Cosa pensi che intenda per congelare, diventare
una specie di igloo? Ma no! Semplicemente fa qualcosa
che ti blocca. Sei vivo e tutto quanto, ma al tuo corpo
non succede pi niente: non cresci pi. Non invecchi
pi. Io ho quindici anni, cio, dimostro quindici anni dal
giorno in cui ho messo fuori causa Fanelli.
Potrei avere un altro t freddo? Stammi a sentire, ho
sparato a quel coglione e poi sono scappato. Era una vita
che scappavo dal mio vecchio, non era una novit.
Sono andato a New York. L si possono fare un mucchio
di soldi, se dai quello che vogliono da te. Poi quando
cominci a far freddo, andai in Florida con l'autostop.
New York e la Florida sono state la mia base, capisci?
Ma a quel punto gli anni passavano e io non crescevo.
I piedi non si allungavano pi e i vestiti non diventavano
stretti, non aumentavo d'altezza e alla fine
anche uno scimunito come me si rese conto che qualcosa
non andava per il verso giusto. Ero grande. Ero
sempre stato grosso fino allora, ma all'improvviso avevo
smesso di crescere. Il mio viso era rimasto identico:
insomma, non ho mai dovuto farmi la barba o roba del
genere.
Arriv il secondo bicchiere di t insieme al formaggio
grigliato che avevo ordinato io. Avevo una gran fame,
ma il panino rimase dov'era mentre lui trangugiava la
nuova bibita, dopodich si asciug la bocca col dorso
della mano.
Insomma, per fartela breve, incontro questo tizio,
Larry, alla stazione degli autobus di Port Authority a
New York. Sembrava pi vecchio di me, e iniziammo a
parlare. Questo sar stato un paio d'anni dopo la storia
di Fanelli, avr avuto all'incirca diciassette anni.
Non hai mai temuto che la polizia venisse ad arrestarti
per l'omicidio?. Sollevai il panino, lo guardai, poi
lo rimisi gi.
Ci stavo appunto arrivando. All'inizio s, poi per
non successe niente: gli sbirri non si fecero vedere, nessuno
mi ruppe le scatole e, che tu ci creda o no, finii
quasi per dimenticarmene. Ma sai perch gli sbirri non
vennero a cercarmi? Per via di Michael: sapeva sempre
dov'ero e cosa stavo facendo. Una volta che ti ha congelato,
ti protegge.  cos che lo definisco: congelare.
Magari in seguito potrebbe aver bisogno di te per qualche
faccenda, cos preferisce essere sicuro che non ti
succeda niente di male. Che fai, lo mangi o no quel panino?.
Feci scivolare il piatto di fronte a lui. Per quale motivo
dovrei credere a quello che hai detto?.
Ehi, guarda che ancora non ho detto niente! Perch
dovresti credermi? Tu non devi credere un bel niente. Ti
sto dicendo queste cose solo per il tuo bene.
Che ti importa del mio bene?.
Sul suo viso spunt pian piano il sorrisetto da furbo
di chi si sente a suo agio. Niente: mi importa del mio.
Fammi finire di raccontare la storia.
Cos incontro questo Larry alla stazione degli autobus
di New York e cominciamo a parlare. Di punto in
bianco, tira fuori la conchiglia e mi chiede se ne ho una
anch'io.  una domanda un po' strana, ma dico s, ne ho
una da parecchio tempo. E allora? Cos mi chiede se conosco
un tizio di nome Michael Bilia! Ti immagini che
effetto che mi ha fatto quella domanda?.
Era uno di quelli di Michael?.
Esatto. Era uno di loro, era venuto a dirmelo. Ammise
di avermi riconosciuto non appena mi aveva visto.
E sai cosa? Non stava mentendo: una volta che Michael
ti ha congelato e capisci di che si tratta, puoi riconoscere
gli altri.
A quel punto fui io a ghignare. Allora come mai non
ti avrei riconosciuto?.
In un attimo lo vidi adombrarsi. Una rabbia crudele,
sbucata dal nulla, che faceva paura per quanto montava in
fretta. Mise entrambe le mani sul tavolo come per alzarsi.
Ascoltami bene, pezzo di merda, puoi non credermi.
Per bada, se ti congela sei spacciato. Sai che succeder?
Quello che successe tra me e Larry. Vuoi sapere
che ho fatto? L'ho ammazzato. Esatto, ho dovuto farlo.
Sai perch? Michael. Non era neanche l eppure me l'ha
fatto fare.
Per questo sono qui. Non me ne frega niente di te,
amico. Io non voglio morire. Ma se ti congela, so che dovrai
farlo. A Michael ne basta uno alla volta. Se smette
di servirsi di te - cos come di Larry o di me - ti mette
alle costole il prossimo e chiuso.
Perch aveva bisogno di te?.
Clinton scosse la testa come se fossi l'uomo pi ottuso
sulla faccia della terra. Perch da ragazzo era solo un
patetico cazzone. Gli serviva un fratello maggiore, chiamalo
angelo custode, o scudo protettivo, o come ti pare.
Diciamo che mi  capitato nel momento sbagliato.
Chi era questo Larry?.
Il protettore di Michael prima di me, quando viveva
in un'altra citt. Sai che faceva quel tipo? Pensa, era
il suo insegnante di terza elementare!.
Perch lo hai ucciso?.
Mentre Clinton si accingeva a rispondere, mi balen
per la testa l'immagine di una sigaretta schiacciata nel
portacenere: ancora accesa e fumante, nel giro di un
paio di minuti si sarebbe spenta.
Ho dovuto.  stato Michael a farmelo fare.
Appena aprii la porta mi resi conto che c'era qualcosa
che non andava. L'odore della propria casa  immediatamente
riconoscibile e al tempo stesso inviolabile.
Entro certi limiti pu variare, a seconda di quello
che abbiamo cucinato o da quanto non facciamo le pulizie,
ma neanche le cipolle o la nuova cera per pavimenti
possono camuffare il profumo della nostra quotidianit:
il colore che diamo ogni giorno all'aria che respiriamo.
Sul momento ebbi la netta sensazione di rivivere una
situazione passata: l'ultima volta che avevo sentito un
odore diverso, avevo trovato l'appartamento imbrattato
di merda. Ma superato lo shock iniziale, il mio cervello
mise a fuoco e subito riconobbi il profumo di aglio e origano
soffritti in olio d'oliva. Gli odori tipici di un ristorante
italiano: intensi, corposi e stuzzicanti.
Da quando avevo cominciato a vivere da solo, tenevo
un coltello da caccia nascosto in un vaso accanto alla
porta d'ingresso. Non che sarebbe servito a molto se avessi
dovuto affrontare un malvivente, ma mi piaceva comunque
tenerlo l. Lo estrassi dal nascondiglio facendo
meno rumore possibile e mi diressi verso la cucina.
Le luci erano accese, la tavola apparecchiata per una
sola persona: sottopiatto nero, tovagliolo bianco, bicchiere
di vino, bottiglia di Chianti. Di fianco, una grossa
scodella di terracotta con uno dei miei piatti preferiti,
insalata di conchiglie. La pasta fatta per l'appunto a
forma di piccole conchiglie, come quella che cucinava
mia madre da piccolo.
Ma non era finita qui. Aggirandomi pian piano all'interno
dell'appartamento con grande cautela, accendendo
le luci e curiosando in tutti gli angoletti, scoprii
che c'erano conchiglie ovunque. Tre di media grandezza
erano in camera, sopra la toeletta. Un nautilo gigantesco,
di quelli che si accostano all'orecchio per sentire
il rumore del mare, era stato piazzato proprio in mezzo
al letto. Su una parete penzolava un cartello della benzina
Shell.
La mia abitazione sembrava diventata d'un tratto
un'esposizione di conchiglie per il pazzoide di turno.
C'erano conchiglie vere e conchiglie di plastica, e pure
dei simpatici scherzetti: ci dovevi pensare un po' prima
di riuscire a individuare dov'era nascosta la conchiglia.
Passai quasi tutta la notte a perlustrare il piccolo appartamento
da cima a fondo, alla ricerca delle conchiglie
mancanti, come in una classica caccia alle uova di
Pasqua. Erano state imboscate in posti insoliti e curiosi:
dentro i rotoli di carta igienica di scorta nel bagno, sotto
il cuscino, a pagina 419 del mio dizionario, dove si
trovava il termine conchiglia con le sue numerose accezioni.
Senza rendermene bene conto, divenni talmente bravo
a scovarle che dopo un po', come avrebbe fatto un
giocatore di scacchi, mi fermai a pensare: quale sar la
mossa successiva? Come posso batterlo? E se mi veniva
in mente un posto adatto come nascondiglio ma non ci
trovavo niente, ero soddisfatto. Com' facile fare propria
l'ossessione di qualcun altro.
Chiunque fosse stato a ringuattare tutte quelle conchiglie,
doveva essere stato l in casa l'intero pomeriggio.
Due giorni dopo, mentre stavo andando al lavoro, rimasi
bloccato nel traffico: si capiva che la cosa sarebbe
andata per le lunghe. Uno dei tanti pregi della motocicletta
 che, in un simile ingorgo, puoi permetterti di
procedere a zig-zag tra le vetture, e magari avanzare lentamente
tenendoti sulla destra fin quando non ne sei
fuori. Ma stavolta, pur ricorrendo a certi trucchetti, riuscii
a superare poche macchine, dopodich mi ritrovai
incastrato un'altra volta proprio come gli altri.
A quel punto, dopo essermi assicurato che non ci fossero
poliziotti in giro, feci una cosa scorretta: salii sul
marciapiede con la moto e proseguii finch non incrociai
una traversa che poteva essere la via di fuga su una
strada parallela.
Alquanto compiaciuto della mia mossa, attraversai a
tutta birra Detroit Street e mi ritrovai punto e daccapo
di fronte a uno stop: il cittadino che osserva sempre la
legge.
Quando l'auto mi super, ci misi un istante a rendermi
conto che Blair Dowling era seduta al posto del
passeggero, e che si trattava della stessa automobile
che avevo visto parcheggiata lungo il vialetto di casa
sua l'altro giorno. C'era un uomo alla guida, pensai che
doveva essere suo marito. Aveva gli occhiali da sole e i
capelli tagliati a spazzola. Non vidi altro, anche se mi
sarebbe piaciuto: avrei proprio voluto vedere l'uomo
che Blair aveva scelto come compagno della sua vita.
L'uomo che aveva fatto s un sacco di soldi, ma che
non era riuscito a rendere felice la mia fidanzatina dei
tempi di scuola.
Nessuno dei due si accorse di me mentre la regale
Mercedes color antracite mi sfrecciava davanti. Sul paraurti
di dietro notai un adesivo della Andover Academy(19).
Rimasi fermo all'incrocio a guardare la macchina fin
quando non scomparve dalla mia vista. Nonostante il
malcontento di Blair, la sua vita stabile e tranquilla mi
parve invidiabile in quel momento. Paragonata alla mia,
notavo le stesse differenze che passavano tra la loro automobile
e la mia moto: l'una possente e affidabile, per
quanto un tantino noiosa, l'altra dall'aria selvaggia e avventurosa,
ma con l'andare del tempo scomoda e senza
alcun tipo di riparo dagli elementi atmosferici.
Quando arrivai alla radio, il mio produttore mi venne
incontro e sganci la bomba.
Hai presente il ragazzino che l'altro giorno  venuto
a cercarti? L'ho visto ieri sera insieme a Michael Bilia, stavano
cenando da Lawry's. Ma insomma, chi  quel ragazzo?
Capisci, si tratta di un ristorante piuttosto di lusso, e
indossava la stessa maglia da football che aveva quando 
passato di qui. Non ha proprio nient'altro da mettersi?.
Insieme? Ne sei certo? Hanno avuto qualche tipo di
contatto?.
Insieme? Ehi Ingram, quei due si stavano spazzolando
delle costolette di prim'ordine, mai viste di cos
grandi. E quando non masticavano, ridevano. Davano
l'impressione di essere due amici.
Di solito vado fiero della mia capacit di comprendere
gli altri e di andarci d'accordo. Quando si fa un talk-show
bizzarro come fuori di testa,  facile rendersi conto
che spesso la percezione altrui non corrisponde alla nostra.
Per di pi, la vita stessa  prevedibile solo di giorno
in giorno, se non addirittura di ora in ora.
Quando leggiamo che vengono decapitati dei bambini,
o che in Bangladesh sono morte un migliaio di persone
in seguito al rovesciamento di una nave, scuotiamo
la testa di fronte alla pazzia del genere umano o all'imprevedibilit
della vita.
Ma guardiamo le cose in faccia: sappiamo bene che la
nostra vita non  altro che un susseguirsi ininterrotto di
eventi mozzafiato che in qualche modo riusciamo a sventare.
Non esiste giustizia, n qualche forma di disegno
superiore: ci sono soltanto proroghe.
Prima o poi succede a tutti di andare a sbattere contro
un muro, di non fermarsi a un semaforo e di finire
addosso a un camion che sapevamo sarebbe passato. Sulla
fiancata di quel camion, scriveteci pure la parola Cancro,
Perdita o Dolore. Supplicate di uscirne vivi.
Il succo della vostra preghiera sar: Mio Dio, ti scongiuro,
proteggimi dall'imponderabile.
Quando ci fu il terremoto e io estrassi Glenn da quello
che restava della nostra casa e della nostra vita insieme,
sentii una vocina dentro di me, placida come il sonno,
che diceva: Be'? E arrivato il tuo momento. Doveva
succedere.
Ma quando mi resi conto che Bilia e Clinton Deix
erano uniti in una specie di macabro e sadico complotto
contro di me, fu quasi pi difficile da accettare della
morte di Glenn. Se la morte  ineluttabile, la crudelt e
l'afflizione non lo sono.
Cosa volevano da me? Cosa avevo fatto per meritarmi
un tale straordinario spiegamento di forze malefiche?
Scanlon, lo sbirro, non si era minimamente scomposto
di fronte alle pareti imbrattate di merda, dato il lavoro
che facevo. Era dunque qualcosa che avevo fatto durante
Fuori di testa a far imbestialire tanto quei due?
E che genere di rapporto c'era tra di loro? Erano forse
fratelli? Amanti? O magari qualcosa di pi strano?
Dove stava il cuore di quell'unico corpo furibondo? Cosa
potevo aver fatto da sconvolgerlo a tal punto?
Mia sorella e mio cognato vivono a Vienna. Ci sono
nove ore di differenza che dimenticai completamente:
chiamai e una vocina insonnolita rispose Pronto?.
Ciao, Walker, sono Ingram.
Ciao, Ingram! Ti senti bene? E tutto a posto?.
Di sottofondo sentii mia sorella che chiedeva chi era.
Il bimbo nato da poco cominci a piangere.
Devo sapere una cosa, Walker. E davvero importante.
Ricordi quando mi hai suggerito di incontrare Michael
Bilia? Ricordi che mi dicesti che ci saremmo piaciuti
e saremmo andati d'accordo?.
Michael Bilia? Ah, s, ora mi ricordo.
Come lo hai conosciuto, Walker? Dove l'hai incontrato?.
Non c'erano grosse interferenze sulla linea, fatta eccezione
per il sibilo e il fruscio dovuti alle novemila miglia
di distanza.
 una lunga storia, Ingram. Io....
Qualunque altra cosa avesse detto, pass in secondo
piano a causa di un forte cigolio che proveniva dalla mia
camera da letto.
Oh cazzo!. Senza neanche pensarci, riattaccai il telefono
e mi alzai lentamente dalla sedia.
Ecco! Un altro scricchiolio.
Nell'altra casa di LA dove avevo vissuto si erano introdotti
tre volte. Quello che portano via conta poco: il
punto  che qualcuno  entrato in casa tua, ha curiosato
e valutato, ha toccato con mano la tua vita, annusato l'aria
che respiri. Una volta finito, non resta che aprire le
finestre e lavare ogni cosa.
Mi diressi verso la porta senza far rumore, tirai fuori
il coltello dal vaso per la seconda volta in quella settimana.
Aprendosi, fece uno schiocco tremendo.
Esci da questa dannata casa, Bilia! Clinton! Fuori di
qui!.
Dovevano essere entrati dalla finestra. Eravamo al secondo
piano: era semplice arrampicarsi e scavalcare l'inferriata
del balcone. Forse sapevano che ero in casa...
Forse se avessi gridato sarebbero...
Girai la maniglia della camera da letto. Si ud subito
un gran trambusto all'interno, un subbuglio, un baccano,
qualcosa che cadeva. Se ne stavano andando? E se
stavolta avessero avuto un'arma? E se invece di imbrattare
di merda le pareti avessero fatto sul serio?
Fuori di qui!.
Una risata dall'interno, altri oggetti urtati. Presi fiato
e spalancai la porta.
Le luci erano tutte accese, ma non c'era nessuno.
Quello che notai subito dopo fu il rosso cupo sullo sfondo
bianco: sangue sopra il letto. Sangue ma non solo:
pezzetti di qualcosa. Frammenti, brandelli... Carne!
Grossi pezzi di carne cruda erano stati gettati sul letto
bianco e il sangue fuoriuscito era sparso dappertutto sopra
il cotone candido.
Dio Santo!.
Fegato spesso, rosso brillante, di vitello. Cuori sanguinolenti
di bue, di un lucido vermiglio; cervelli di un
avorio tenue come un budino. Reni...
Quanti saranno stati quei pezzi? Una quarantina? Coprivano
il letto per intero. Al centro ce n'era un mucchio
scintillante.
Sentii sbattere una porta nella mia testa, non ebbi paura.
Era gi abbastanza. Ma ora era finita. L'avrei fatto
smettere.
Guardai fuori dalla finestra, verso il basso. Una sagoma
scura, parecchio grande, si allontanava in fretta
lungo un tubo di scolo posto a lato dell'edificio. Non
riuscii a scoprire chi fosse, ma se non altro le dimensioni,
la corpulenza, tutto dava a intendere che si trattasse
di lui.
Ti ho visto, Bilia! Ti ho visto, brutto stronzo!.
Rise, ma non fu la classica risata di Michael, lunga e
profonda. Ih-ih-ih: sembrava invece la risatina di un
bambino. Considerando quello che stava accadendo, ebbi
l'impressione di una cosa sinistra, minacciosa.
In questa storia non c'era proprio niente di divertente:
niente che avesse a che fare col riso di un bambino.
Mi fece imbestialire ancora di pi.
Cos decisi di inseguire quel figlio di puttana. Scivolai
lungo la grondaia talmente in fretta che pareva mi
stessi calando da una parete rocciosa con corde e moschettoni.
Zzzzzz: gi per il tubo, piedi a terra, perdo
l'equilibrio, mi rialzo e via di corsa.
Fu uno shock quando mi accorsi quant'era veloce.
Aveva toccato terra pochi secondi prima di me eppure
era gi in vantaggio di quasi un isolato, e sghignazzava
anche in quel modo orribile.
Ehi, bastardo!.
Ih-ih-ih.
Era troppo distante ed era troppo buio per poterlo
distinguere. Ma a un certo punto, mentre continuava a
correre, si gir e, mettendosi una mano sui coglioni, fece
il classico gesto come per dire Fottiti !. In quel
momento cadde. Mi fermai cercando di ridere. Se non
riuscivo a prenderlo (vi chiederete perch? Chi poteva
correre tanto veloce?), potevo almeno ridere di lui, fare
una brutta imitazione di quella insulsa risata da
bambino. Sperando di ferirlo per un istante, di cancellargli
dalla faccia quell'aria di trionfo almeno per un secondo.
Ma si rialz altrettanto in fretta! In un batter d'occhio
si rimise in piedi e via di corsa, ridacchiando alla
solita maniera.
Ero pieno di forze per la rabbia, non avevo alcuna intenzione
di mollare fino a quando mi fosse rimasto fiato
in corpo, o fossi finito a terra stremato.
Superammo abitazioni illuminate e accoglienti, gente
che scendeva di macchina, alberi che profumavano la
notte: magnolie, caprifogli.
Attraversando la strada senza guardare, procedeva
quella corsa a zig-zag che sembrava ormai senza meta.
Stava andando da qualche parte, o cercava semplicemente
di scappare?
Dovunque stesse andando, era chiaro che se avesse
voluto mi avrebbe seminato. Invece correva apposta pi
piano perch non lo perdessi di vista. Da un momento
all'altro, mi aspettavo che strombazzasse e si dileguasse
come Beep Beep.
Arrivato a un certo punto, fui costretto a fermarmi,
non ce la facevo pi: mani sulle ginocchia, i polmoni
che sbuffavano come mantici. Lo vidi fermo a due incroci
di distanza, come in attesa. Era lui che fischiava?
Qualcuno sar stato di certo.
Avrei voluto gridargli qualcosa, ma a malapena trovavo
la forza per respirare.
Perch continuava ad aspettare, l fermo nell'ombra?
La sua risata si lev sopra il rumore del mio respiro spezzato.
Sentii arrivare una macchina dietro di me, un suono
forte, potente. Non ci feci troppo caso, continuavo a tenere
d'occhio il mio nemico dall'altra parte della strada.
La vettura mi si ferm accanto. Mentre mi giravo a
guardarla, un fascio luminoso (forse una torcia elettrica)
si accese al suo interno e sferz l'oscurit soffusa in direzione
di Bilia.
La luce lo invest in pieno viso.
Non era Bilia. Non avevo mai visto quell'uomo prima
d'ora.
Ingram, sali! Sbrigati!.
I miei occhi, offuscati dal bagliore improvviso, ci misero
un po' a distinguere con chiarezza chi mi stesse
chiamando dall'interno della vettura.
Michael Bilia era al volante; Clinton seduto a fianco,
aveva ancora la torcia tra le mani puntata sul Macellaio.
Fai alla svelta! Se non entri non lo prendiamo pi!.
Guardai dall'altro lato della strada. Il Macellaio era
sparito.
Sali in questa cazzo di macchina! Possiamo ancora
raggiungerlo!.
Raggiungere chi Chi diavolo  quello?.
Lascia perdere. L'abbiamo perso, disse Michael da
dentro l'automobile.
S, cazzo! Vuoi deciderti a salire su questa stramaledetta
macchina, York? Possibile che rovini sempre ogni
cosa? Pensi di riuscire a posare il culo qui sopra senza
fare altri danni? Eh, che ne dici?.
Clinton spalanc lo sportello, che and a sbattere
preciso sulla mia gamba. A quel punto allungai il braccio,
afferrai quel piccolo pezzo di merda e me lo misi di
fronte, faccia a faccia; quindi lo sbatacchiai contro il tettuccio
dell'auto, mentre strillava e si dimenava, cercando
di liberarsi.
Niente da fare, Clinton. Non fin quando non mi dici
che sta succedendo.
Michael mi afferr da dietro. Finalmente le vecchie
lezioni di taekwon-do mi tornarono utili: gli pestai le dita
dei piedi col tallone, senza mollare Deix. Bilia url e
cadde di fianco a me con un tonfo sordo.
Scaraventai Clinton un'altra volta contro la macchina,
solo per il gusto di prendermela con qualcuno, dopo
tutto lo schifo che avevo subito. Non mi importava
che quelle cose le avesse combinate lui o il Macellaio,
sembrava che tutti - tranne me - sapessero cosa stava
accadendo.
Era arrivata l'ora di scoprirlo e di entrare a far parte
del gruppo.
Deix mi sferr una ginocchiata nei coglioni.
Mi usc tutto il fiato che avevo in corpo con uno sbuffo
e mi piegai su di me per sorreggermi: dovevo pur preservare
quel poco che era rimasto.
Nessuno pu farmi questo, fottuto bastardo!.
Clinton, no!. Era la voce di Bilia.
Vaffanculo! Nessuno pu cavarsela cos!.
Qualcosa di duro mi si piant sul collo. Nonostante
il dolore, capii che si trattava di una pistola. Si stava preparando
a sparare.
Bilia grid: Ricordati Fanelli! Clinton, Fanelli!.
Merda!. Sentii lo scatto del cane che si riabbassava.
Allora sferr un altro calcio e stavolta mi colp la
coscia.
Il dolore fu tale che non ce la feci a reggermi in piedi.
Quando riaprii gli occhi, vidi Bilia in ginocchio davanti
a me. A quattro zampe sembrava cos grasso.
Dopo qualche respiro profondo, riuscii infine a dire:
Che cos' Michael? Che succede? Chi sei?.
Abbass la testa, scuotendola.
Fu Clinton a dire: Tu, stronzo. Lui e io, insieme. Noi
siamo te, tu sei noi.
Non avevo nessuna intenzione di tornare nel mio appartamento,
cos andammo a casa di Michael. Mi accomodai
sul sedile posteriore dell'auto, lo sguardo rivolto
alla loro nuca. Nessuno disse una parola.
Una volta arrivati, Michael ci offr una birra, poi tir
fuori un annuario e venne a mostrarmelo sul divano.
Questo  Clinton. Questo sono io. E quello  Anthony
Fanelli.
Le solite foto. Le facce tipiche dei ragazzi americani
delle scuole superiori negli anni Sessanta. L'unica discrepanza
era che Clinton Deix nella foto aveva lo stesso
identico aspetto di adesso.
Non mi interessano le foto di Anthony Fanelli! Voglio
sapere cosa sta succedendo! Perch voi due siete diventati
amici di colpo? Michael, avevi detto che Clinton
era venuto a prendermi. Poi, rivolto a Deix: E tu mi
hai detto che Michael ti aveva congelato, e avrebbe
preteso che ti uccidessi!.
Si scambiarono uno sguardo. Clinton si decise a parlare.
Mike pensava che fosse cos. Io invece ho mentito,
non potevo dirti la verit finch qualcun altro di noi
non avrebbe capito.
Capito che cosa?.
Guardati il palmo.
Allora allungai la mano e la girai in su. A Fuori di testa
me l'avevano letta cos tante volte che ne conoscevo a
memoria ogni solco, ogni linea, nonch il loro ipotetico
significato. Non mi pareva cambiato niente dall'ultima
volta che l'avevo guardato.
S. E allora?.
Michael e Clinton mi vennero incontro e, girando in
su il palmo della mano, la sovrapposero alla mia. I tre
palmi erano assolutamente identici.
No!.
Se vuoi puoi guardarle con la lente d'ingrandimento,
vedrai che sono uguali in ogni dettaglio. Mike l'ha
fatto quando gliel'ho mostrata.
Guardai Clinton. Cosa vuoi dire?.
Rispose Bilia: Ho semplicemente scoperto me stesso,
Ingram. Per tutti questi anni, ho continuato a pensare
che Clinton fosse in qualche modo rimasto congelato
all'et di quindici anni. Non chiedermi come. In fondo
chi sa cosa pu riservare la vita?
Ma da quando io e te ci siamo incontrati, ho cominciato
a sentirmi sempre pi strano. Poi Clinton si  rifatto
vivo, come accadeva da anni a intervalli.
Mi stavo facendo la doccia quando ho avuto l'illuminazione...,
schiocc le dita, ...cos. Tra le mani
avevo una saponetta gialla, ho preso a scrutarle, poi sono
passato ai piedi, chiedendomi invano perch le dita
fossero proprio cinque, non una di pi n una di meno.
Gli scienziati di tutto il mondo potrebbero offrire spiegazioni
logiche a questo, ma nessuna sarebbe la risposta
giusta.
Sai perch? Perch Dio ci sta offrendo l'indizio pi
importante di tutti! Questa verit mi ha sorpreso mentre
facevo la doccia. Allora, in quel preciso momento,
sono uscito, mi sono asciugato e sono andato a cercare
Clinton per chiedergli se avevo ragione.
Perch l'uomo si sente tanto smarrito e infelice? Anche
quando se la passa bene e conduce una vita agiata? I
filosofi si interrogano da sempre su questioni relative alla
vita e all'esistenza.
Vuoi sapere perch, Ingram? Vuoi conoscere una
possibile spiegazione dell'universo?. Accennando un
sorriso malinconico, sollev la mano. Quindi, mentre mi
mostrava quel palmo familiare, lo indic con l'altra.
Le dita di mani e piedi sono cinque perch Dio vuole
comunicarci che tutto - anima compresa -  fatto da
cinque elementi. Per quale ragione la maggior parte degli
esseri umani si sente insoddisfatta? Perch non 
completa. Ma non nel senso in cui ne parla Platone. Tutta
quella storia sulla Completezza Ermafrodita non 
vera. E molto pi semplice.
Pensa alle persone come a dei numeri. Ci sono gli
uno, i due e via dicendo. L'errore che tutti quanti commettiamo
 pensare che esista un solo numero uno, o un
solo novecentosessantadue. Le varie societ insegnano
che siamo tutti persone distinte, uniche, se non altro a
livello biologico. Dunque, nel bene e nel male, non esiste
sulla faccia della terra un altro essere uguale a noi.
N  mai esistito!, disse Clinton scrollando la testa.
Esatto, n  mai esistito. Ma ecco la verit, Ingram,
la ragione per cui il palmo delle nostre mani  identico.
Esistono soltanto alcuni numeri. Per comodit, diciamo
mille.
Dio crea persone diverse,  ovvio, ma ognuna di queste
in un determinato numero. Da che l'uomo si trova
sulla terra, questo numero  rimasto invariato. Da uno a
mille. In un determinato momento, facciamo conto, ci
sono soltanto certi numeri uno, certi due, e cos via...
Un'anima completa, un diciassette per esempio,  stato
suddiviso da Dio in cinque parti. Ognuna di queste
con una propria funzione, come le cinque dita di una
mano. E se una mano non  integra, lo stesso succede
per l'anima.
Capita spesso di sentirsi smarriti e depressi, perch
procediamo soli nel cammino della vita, un quinto di
un'anima compiuta che vaga in solitudine per il mondo.
L'unico modo per sentirsi in pace  trovare gli altri
quattro Noi, quattro numeri diciassette, e riunirli insieme.
Per questo Dio ci ha dato cinque dita nelle mani
e nei piedi: perch vedendole cento volte al giorno, ci ricordassimo
di questo.
Michael si rimise comodo e lasci la parola a Clinton.
L'altro giorno io e Mike abbiamo scoperto il motivo
per cui sono stato congelato. Succede non appena si viene
a conoscenza di questa storia delle cinque parti. Quando
accadde a me, mi trovavo in Florida, ma all'epoca pensai
che fosse una sciocca intuizione fantascientifica e non
ci feci pi caso. Ma  la verit.
Vieni congelato nell'istante stesso in cui apprendi la
cosa, e sei destinato a restare in quel modo fin quando
non avrai rintracciato le altre quattro parti di te, per ricostituire
finalmente l'essenza completa. Dato che stavolta
 successo a Mike, significa che rester congelato
fin tanto che non avremo ricongiunto gli altri a noi. Lo
stesso vale per te, Ingram. Resterete entrambi cos come
siete, fino al momento in cui le cinque parti di noi
non saranno riunite. Quanto a me, rimarr un adolescente.
Per lo meno a voi  stato concesso di invecchiare!.
Ma sei tu che dici questo. Se anche ci credessi, da
parte mia non sarei giunto a nessuna conclusione simile.
Michael fece un cenno col capo. Esatto, ma nel momento
della mia prima presa di coscienza, ho anche capito
improvvisamente che ci  concesso rivelare il segreto
a uno di noi senza che debba scoprirlo da solo. Ma
a uno soltanto. Dopo che io e Clinton ci siamo parlati,
abbiamo deciso di scegliere te.
E quale sarebbe il nostro numero? Il 666?. Non sono
bravo a fare del sarcasmo, ma speravo che nelle mie
parole ce ne fosse almeno un po'.
Questo non possiamo dirtelo, Ingram. Dovrai scoprirlo
da solo. Ma, grazie alle altre facolt, nel giro di
poco tempo ci riuscirai. Ora che ti abbiamo messo al
corrente, vedrai che le cose cambieranno parecchio. Giusto,
Clinton?.
Il ragazzo sbuff e, soffiando dentro la bottiglia di
birra, restitu un sonoro Tuuuuut!.
Rivolto a entrambi, prima di iniziare mi bagnai le labbra.
Se ho ben capito, un'anima compiuta  costituita
da cinque parti. Ogni persona ha un numero, una forma,
un colore o quello che , ma solo qualcuno ne prende
coscienza. Quelli che per l'appunto ci riescono devono
cercare i loro, mmh, numeri complementari. Ci siamo
fin qui?.
Annuirono.
Nel caso in cui non ci si renda conto di questa faccenda
dei cinque elementi, siamo destinati a sentirci
smarriti per tutta la vita.
Esatto. Ingram, giuro su Dio che  la verit. Una
volta che due persone ne prendono atto e si uniscono,
hanno a loro volta la facolt di comunicarlo a un altro
che ancora non ha capito. E questo sei tu. A questo punto
non resta che andare a cercare gli altri due per raggiungere
la perfezione.
Ho sempre pensato che Clinton fosse stato vittima di
un maleficio - una fattura, roba del genere - e che mi
stesse inseguendo con cattive intenzioni.
E io ho sempre pensato che Mike mi avesse fatto un
sortilegio per levarmi di torno. Per questo avrebbe fatto
amicizia con te. Per catturarmi.
Sai l'altro giorno cosa abbiamo scoperto? Mike aveva
avuto l'illuminazione, stavamo cenando insieme, quando
di colpo abbiamo capito chi fosse Fanelli!.
Uno del gruppo? Un diciassette?.
Esatto. Per questo se la prendeva sempre con Mike,
e alla fine l'ho ucciso! Noi tre vedevamo qualcosa nell'altro
che ci mandava fuori di testa, per quanto in maniera
diversa.
Il problema  che, a quanto dice Clinton, Fanelli sarebbe
l'ultimo di noi che lui ha visto, almeno finora.
Parli di me?.
Michael scosse il capo. In quasi vent'anni non ne ha
pi individuato un altro. A questo punto, oltre te, ce ne
sono altri due.
E chi sarebbero gli altri?. Prima ancora che potessero
rispondere, un pensiero mi balen per la testa: fu
come il rumore di gomme che stridono prima dell'incidente.
Il Macellaio!.
Giusto.
Beccato, campione.
Il terzo chi ?.
Blair Dowling.
Non ci credo.
Lo avevamo previsto. Per questo motivo devi prima
vedere una cosa.
Di che si tratta?.
Di una gelateria.
Vi ho gi detto che Michael abitava nella zona di
Larchmont, un quartiere di LA che mi  sempre piaciuto.
Il posto  formato da una grande strada e poco pi,
ma su quella strada si trova il genere di negozi che ti riporta
ai tempi dell'infanzia. C' il barbiere con davanti
un autentico palo girevole, una cartoleria che vende libri
e biglietti d'auguri gestita da simpatiche vecchiette,
un negozio di animali molto affollato da cui provengono
guaiti di cuccioli e schiamazzi di uccelli in vendita.
Ci capitava spesso di fare pranzo da quelle parti, e poi
di recarci alla bottega delle occasioni per imbucare magari
una lettera, o soltanto per farci un giro e goderci
l'atmosfera anni Cinquanta del locale.
In mezzo al quartiere c' anche una piccola gelateria
che serve degli ottimi sundaes.
Saranno state le dieci e mezzo di sera quando Michael
rallent e si ferm proprio l davanti con la macchina.
Nessuno di noi si mosse.
Cos' che dovrei vedere?.
Entra e basta, Ingram. Te ne renderai conto una volta
dentro.
Li guardai tutti e due, sembrava che avessero la stessa
espressione stampata sulla faccia:  straordinario, tra
un istante capirai cosa stiamo facendo.
Uscii di macchina e mossi qualche passo, poi mi fermai
e mi girai a guardare. Ci fu un attimo di silenzio, dopodich
Clinton mise la testa fuori dal finestrino e disse:
Non devi far altro che entrare dentro due secondi e
vedrai.
E se non vedessi un bel niente?.
Ci scommetto un milione di dollari.
Attraversai il marciapiede e aprii la porta: mi accolse
un lieve tintinnio di campanelli. Una delle ragazze
che stavano dietro al bancone mi sorrise e disse: Buona
sera.
Stavo per rispondere, quando notai il luccichio che
la circondava. Per un attimo rimasi stregato: provai la
stessa emozione di quando per la prima volta trovi finalmente
l'equilibrio e scopri la magia di andare su una
bicicletta a due ruote. Compresi cos'era il bagliore che
avvolgeva la giovane donna senza che nessuno dicesse
una parola. Era azzurrognolo e appena appena scintillante,
come le onde di calore che si riflettono d'estate
sull'asfalto. Aveva un che di metallico quella luce, ma
anche una sorta di morbidezza, tipica del velluto o del
camoscio.
Lusingata per la mia intuizione, chin la testa e sorrise
in maniera discreta. Un istante dopo, dal retrobottega
spuntarono altre due ragazze dall'aria familiare, altre
due identiche aure azzurre, bagliori... o quello che
erano.
Rimasi incantato a guardarle, come fossero principesse
dell'antico Egitto, rari uccelli esotici, incarnazioni
di un sogno. Eppure non facevano niente di speciale. La
prima si limit a chiedermi cosa volevo. Poi, vedendo
che non riuscivo a dire una parola, si scambiarono qualche
occhiata, ridacchiando.
 tutto vero?.
La prima rispose S, e basta.
Le altre di voi dove sono? Le altre due?.
Al cinema. Hanno la serata libera.
Ma perch proprio qui? Ci sono cos tanti altri....
Abbiamo deciso che fino a quando saremmo rimaste,
avremmo reso la gente felice. Le gelaterie vendono
solo felicit.
In quel momento entr una famiglia, i bambini golosi
si precipitarono al bancone per sbirciare la variet di
gusti e scegliere tra i diversi colori.
Sei certo di non volere niente?.
S, grazie....
Le tre giovani donne si allontanarono da me per tornare
a vendere felicit. Uscii fuori dal negozio con la testa
in ebollizione e le mani (con le rispettive cinque dita)
fredde come ghiaccioli.
E ora che facciamo?.
Michael guidava troppo veloce e Clinton stava accendendo
l'ennesima sigaretta.
Andiamo a far visita a Blair.
Sbaglio o mi avevi detto che lei non sa niente?.
No, non sbagli, ma Clinton ha avuto un'ottima idea
e voglio fare un tentativo. E convinto che se gironzoliamo
attorno a casa sua tutti insieme, pu darsi che la nostra
presenza la possa incoraggiare a scoprire la verit.
Di sicuro vale la pena di tentare almeno per qualche
giorno.
Come hai fatto a sapere di Blair?.
Clinton si gir e mi soffi il fumo in faccia. Oddio,
scusa! Quando mi sono accorto che tu e Mike vi vedevate,
ho cominciato a seguirti per scoprire chi eri. Cos
ho chiamato in radio dicendo che volevo fondare un fan
club del programma Fuori di testa e mi serviva qualche
informazione su di te. Una roba del genere. Una volta
saputo che scuola avevi frequentato e tutto il resto, ho
cercato un annuario e ho scoperto la foto del ballo scolastico
dove ci siete voi due insieme. Eccetera, eccetera.
Un gioco da ragazzi!.
 per questo che l'altro giorno mi hai portato a casa
sua? Magari speravi che ci riconoscessimo?.
Esatto.
Che aspetto ha il marito?.
Ti assomiglia parecchio, per  etero. Pare che abbia
fatto un mucchio di soldi.
S, ma lui non ... uno di noi?.
No. Diciamo che se Blair  un diciassette, al massimo
sarebbe un diciotto. Vicino, ma non la stessa cosa.
E del Macellaio, che dite?.
Tutte le volte che pronunciavo quel nome, si mettevano
a ridere.
Quello  uno squilibrato del cazzo. Ma  uno di noi,
amico, questo  il guaio. Per cui dobbiamo escogitare un
modo per schiarirgli le idee e convincerlo.
Perch non cercare invece... un altro diciassette?.
Perch  come ha detto Michael: sono al corrente di
questa storia da vent'anni, eppure in tutto questo tempo
ho individuato solo voi tre. Pu darsi che in giro ci
siano un sacco di diciassette, chi pu dirlo, ma il mondo
 stramaledettamente grande. Magari a Zanzibar o da
quelle parti ce ne saranno a centinaia di noi, ma chi ha
intenzione di andare a darci un'occhiata? Ormai i nostri
cinque li abbiamo trovati. Non ci resta che riunirli. E
aprire loro gli occhi.  per questo che prima di tutto abbiamo
parlato con te. Blair non dovrebbe essere un osso
duro.  il Macellaio che mi preoccupa.
Walden Drive, vero Clinton?.
Walden, esatto.
Non mi sono ancora ripreso da quel bagliore. Che
azzurro! Saremo cos anche noi una volta riuniti?.
Pi o meno. Mi  capitato poche volte di vedere delle
entit compiute. Una  stata a Talladega, erano....
D'un tratto qualcosa, anzi qualcuno con una specie di
gobba sbuc davanti alla nostra auto. A non pi di tre
metri. Fermandosi per un attimo davanti ai nostri fari,
guard nella nostra direzione. Ma la cosa pi scioccante
fu renderci conto in un lampo che si trattava di una
donna. Sar stata cento chili, la faccia da mastino, i capelli
di un rosso particolarmente acceso. Per quanto il
rischio di andarle addosso non ci fosse, Michael sterz
in modo brusco e arrest di colpo la macchina. La donna
fugg via veloce come un razzo. Troppo veloce.
Hai notato i capelli rossi, Mike? Ti dicono niente?
Porca puttana!. Mentre Clinton gridava, aveva gi
aperto lo sportello per saltare gi dall'auto.
Eddie? Stai dicendo che quella cosa era Eddie?.
Ma certo! Sono sicuro che  lei, Mike! Sei stato tu a
dirmi che durante l'ultimo anno era uscita di testa. Eravamo
tutti a scuola insieme, e non ci siamo mai accorti
di niente! Tu, io, Eddie e Fanelli. Quattro, eravamo gi
in quattro! Peccato, cazzo, non l'abbiamo capito!. Per
la rabbia, Clinton sferr un pugno sul cofano della macchina,
poi si butt all'inseguimento della mostruosa
creatura con la gobba.
Abbassai il finestrino. Di cosa stavano parlando? Di
chi? Non si riusciva a respirare l dentro, tanto l'aria era
viziata e impregnata di fumo. Michael segu con lo sguardo
Clinton, poi si gir e torn in macchina.
Che cavolo succede Michael? Chi era quello?.
Il tuo Macellaio, ma guarda caso  una donna. L'abbiamo
conosciuta a scuola. Veniva da casa di Blair, mi sa
che la tua amica si  cacciata in un grosso guaio.
Perch? Perch fare del male a Blair?.
Parlava in fretta, e intanto imprecava. Ricordi la
conchiglia? Questa parte della storia  vera. Quando
prendi consapevolezza all'improvviso, ti ritrovi in tasca
una conchiglia. Ci pu stare che la quinta parte di noi,
quella ancora sconosciuta, non accetti la scoperta. Mi
sembra sia proprio il caso nostro! Detesta il fatto di essere
soltanto una parte di un insieme. Non avevamo
pensato che qualcuno potesse finire per odiare la consapevolezza.
E di conseguenza anche le altre parti, colpevoli
di sminuirla. Eddie Devon! Eddie Devon ha intenzione
di farci fuori tutti!.
Prima di raggiungere Walden Drive, scorgemmo del
fumo. La casa di Blair era avvolta da un fascio di fiamme
gialle ardenti e rigogliose. Da qualche parte si sentiva
qualcuno che gridava. Poi ci fu un'esplosione, quindi
il sibilo e il crepitio di quello che rimaneva.
Non avendo di meglio da fare, ieri sera mi sono messo
in contatto con mio padre dal regno dei morti e gli
ho fatto il solletico. Non ha affatto gradito. Il suo corpo
giaceva nella stessa posizione in cui l'avevamo lasciato
l'ultima volta, il giorno del suo funerale. Cos solenne.
Cos definitivo. Gli occhi appena socchiusi davano
l'impressione di aprirsi da un momento all'altro,
la bocca dritta come una linea fatta col righello, le guance
con ancora un tocco di rosa.
Aveva sempre sofferto il solletico. Si metteva a ridere
dovunque lo toccassi. Ma se gli sfioravi le costole, perdeva
la ragione. Perfino da morto sussultava, e sventolava
le mani gelide, che a tentoni cercavano di fermare le
mie. Perfino da morto.
Una volta connessi, si possono fare cose del genere.
Una volta che si  parte dell'entit compiuta, ricongiunto
agli altri quattro, cominciano a manifestarsi strane
facolt e percezioni. Fare il solletico ai morti, non 
di certo una delle pi importanti, ma quando seppi che
era possibile, volli provare. Gli altri non ebbero nulla in
contrario. Ci divert vedere mio padre disorientato. Il
disorientamento ci divertiva sempre.
D'altra parte, le occasioni per divertirsi sono davvero
poche. Chi ha detto che la verit rende liberi? Quando
vent'anni prima Eddie Devon aveva scoperto la verit
sull'incesto all'interno della sua famiglia, era impazzita.
Fin dritta in manicomio e divent cento chili, trasformandosi
nel genere di persona capace di imbrattare di
merda le pareti di casa altrui. Quando Clinton Deix trov
la conchiglia in tasca e cap di essere solo la quinta
parte di un'entit complessa, non and alla ricerca di Dio
o degli altri componenti: cominci a battere il marciapiede.
Dice di non saperne la ragione. Eddie non dice
una parola. Abbiamo discusso molto di questo fatto e
abbiamo capito che entrambi provavano qualcosa che il
resto di noi non provava. Qualcosa che li faceva trattenere
dal rivelarci ci che sapevano. Eddie in particolare.
Lott con tutte le sue forze per starci lontana, per evitare
che avvenisse la connessione. Mostr una rabbia e
un'ambiguit magistrali. Vorrei che certe qualit avessero
trionfato. Lott fino allo stremo per starci alla larga,
ma fummo noi ad avere la meglio: la prendemmo e la
portammo in trofeo dalla nostra parte, come una belva
feroce appesa al bastone a testa in gi. Anche dopo averla
trascinata nella gelateria per mostrarle le altre cinque
che rifulgevano di azzurro celestiale, continu a gridare,
sputare e a fare di tutto per impedire la connessione con
lei. Ma vincemmo noi.
Ricordo, un istante prima che accadesse, gli sguardi
trionfanti sulla faccia di noi quattro: Bilia, Blair, Clinton
e io. Dio mio, ho pensato, abbiamo tutti la stessa
espressione: come sar una volta connessi? Risplenderemo
di azzurro anche noi, o sar tutta un'altra cosa? In
fondo ogni colore ha il suo fascino particolare. Amavo
e invidiavo il blu di quelle persone, ma se una volta riuniti
il nostro colore fosse andato oltre? Se si fosse completamente
distaccato dallo spettro dei colori, superando
il bianco e ogni possibile immaginazione? Avevamo
aspettato due anni: prima che guarissero le ustioni di
Blair, poi che capisse le nostre intenzioni. Infine escogitando
e mettendo a punto un sistema per catturare il
Macellaio e costringerlo a unirsi a noi. Ci erano voluti
due anni per questo, eppure connettersi fu questione di
un secondo.
Che urla! Che singhiozzi nell'apprendere lo strazio
della nostra verit, l'orrore del nostro colore. Tutti aspirano
al Paradiso, e tutti vogliono risplendere di azzurro
celestiale. Ma la verit non  giusta n attenta ai bisogni.
E siamo davvero in tanti a sentirci esiliati invece che accolti,
una volta scoperto il nostro colore.
...
.
....
FINE.
...
.
...
Note al testo.
...
.
...
1. Coppa di gelato alla vaniglia, ricoperta di cioccolato caldo, panna
montata, nocciole e una ciliegia al maraschino.
2. Emuli delle avanguardie dadaiste del primo Novecento, tre universitari
di Sheffield sognano di ripercorrere sul pentagramma gli esperimenti
dei pionieri di Zurigo (il Cabaret Voltaire di Hugo Ball, fondato
nel 1916 con un gruppo di artisti tedeschi come movimento di
rottura e rinnovamento delle logiche artistiche tradizionali). A partire
dal 1978 il gruppo britannico realizzer un'alchimia di elettronica,
funk, psichedelia e sonorit esotiche destinate a influenzare le
successive generazioni industriali (dai Ministry ai Nine Inch Nails),
synth-pop e techno (come Depeche Mode e New Order).
3. Personaggio presente in altri romanzi di Carroll. Il tipo bizzarro
contiene nel nome (buffa parodia di William Shakespeare) l'elemento
del serpente, snake in inglese.
4. Il riferimento  al celebre episodio che provoc isteria di massa in
America, quando durante la trasmissione di una puntata radiofonica
della serie Mercury Theatre on th Air, furono simulati dei bollettini
catastrofici riguardo un'invasione da parte dei marziani. Diretto
e narrato da Orson Welles, l'episodio era un adattamento del
romanzo di H.G.Wells, The War of th Worlds. L'effetto drammatico
fu enfatizzato dal fatto che il programma non prevedeva interruzioni
pubblicitarie.
5. Il riferimento  al celebre film tedesco, Il gabinetto del
dottor Caligari, di Robert Wiene, del 1920. Si tratta di un'opera espressionista
in bianco e nero sul tema del doppio.
6. Campo da golf dove si noleggiano bastoni e palline per far pratica
di colpi lunghi da inizio partita.
7. Il riferimento  alla celebre fiaba di Hans Christian Andersen, pubblicata
nel 1837. Un imperatore vanitoso, dedito solo alla cura del
suo aspetto, viene tratto in inganno da alcuni imbroglioni e convinto
a farsi cucire un abito con un tessuto straordinario, talmente
sottile e impalpabile da essere invisibile agli stolti e agli indegni. In
realt non gli faranno nessun abito, ma i cortigiani, per non essere
giudicati male, ne loderanno la magnificenza.
8. Nel testo, th In crowd. Si tratta del titolo di una canzone che rese
famosa Dobie Gray nel 1965, cantante afroamericana nata nel
1940. Il pezzo (di Billy Page) decantava l'irriverenza di essere alla
moda nei mitici anni Sessanta.
9. Il riferimento  al film di Milos Forman, del 1984.
10. Cfr. W. Hazlitt, Il piacere dell'odio, Roma, Fazi Editore, 1996, p. 37.
11. Un'ipotetica traduzione sarebbe "L'orgasmo del serpente a sonagli".
12. Il riferimento  al racconto di W.W. Jacobs, The Monkey's Paw,
pubblicato nel 1902. Vi si narra che la zampa di una scimmia morta
sia un potente talismano, capace di esaudire tre desideri per chi
la possiede.
13. Leopoldo Fortunato Galtieri Castelli (1926-2003) fu uno dei militari
argentini che cospirarono contro Isabel Martinez de Pern, nel
colpo di Stato del 1976. Il nuovo regime mise in atto repressioni
senza precedenti. Fu dittatore e presidente del paese dal 22 dicembre
del 1981 al 18 giugno del 1982.
14. Il celebre romanzo di George Orwell del 1948, pubblicato l'anno
seguente. L'episodio a cui si fa riferimento  la speciale tortura cui
viene sottoposto il protagonista del libro durante la terza fase di
condizionamento del pensiero da parte del Grande Fratello. Nella
stanza 101 si materializzano gli incubi peggiori di ognuno, nel caso
di Winston i topi.
15. Tipico snack americano, fatto con farina di mais al gusto di formaggio,
prodotto dalla Wise Food, Inc.
16. Noto tabloid americano di gossip e cronaca nera.
17. Si parla di sindrome cinese in riferimento agli incidenti nucleari
in cui la fusione del nocciolo di un grande reattore determina la
fuoriuscita di massa fusa. Da un punto di vista scientifico, l'ipotesi
che la massa incandescente si apra la strada attraverso la
Terra sbucando agli antipodi rispetto al luogo della centrale
 assolutamente
fantasiosa. La sequenza era ipotizzata nel film omonimo del 1979,
incentrato sui pericoli dell'energia nucleare.
18. Serie televisiva ideata da Bruce Geller nel 1966, trasmessa in Italia
col titolo di Missione impossibile.
19. University Preparatory School situata ad Andover, Massachusetts,
a circa cinquanta chilometri a nord di Boston. Fondata nel 1778, 
di solito il gradino di ingresso per Yale, pi raramente Harvard.
...
.
....
FINE.